Tinto Brass, la moglie Caterina Varzi: «L'ho reso più pudico, gli dicevo che il sesso a me non importava»

Tinto Brass, la moglie Caterina Varzi: «L'ho reso più pudico, gli dicevo che il sesso a me non importava»
Tinto Brass, la moglie Caterina Varzi: «L'ho reso più pudico, gli dicevo che il sesso a me non importava»
Mercoledì 7 Settembre 2022, 14:53 - Ultimo agg. 15:43
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Lui 86 anni, maestro del cinema erotico italiano, lei 61 anni, avvocata e psicanalista, cresciuta in Calabria e in una cultura familiare dove "la donna deve essere madre e moglie". È difficile immaginare due persone più opposte di Tinto Brass e Caterina Varzi ma è stata proprio questa distanza a far scattare la scintilla della passione. Un'amore cresciuto proprio per opposizioni e rincorse: se lei fuggiva dall'intimità fisica lui ne era attratto proprio per questo. «Gli dicevo che il sesso a me non importava ed era la verità» racconta Caterina in una lunga intervista al Corriere e lui taglia corto: «Mi piaceva la perversione della castità». 

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Il primo incontro a Roma per un film 

Il primo incontro tra Caterina e Tinto avviene nel 2007 «Io facevo l’avvocata per conto di una società di produzione cinematografica interessata a fare un documentario sulla sua vita. Lo incontrai all’hotel Parco dei Principi ai Parioli per discutere del contratto» racconta Caterina. La cosa non andò in porto, ma in cambio successe altro. «Mi colpì la sua prodfondità» confessa Caterina, una scoperta contraria all'idea che si era fatta di lui sulla base dei racconti degli altri. A convincerla definitivamente, la lettura delle memorie difensive di una causa per atti osceni riguardante un film di Tinto, Caligola: «Mi aveva colpito la forza dell’analisi, utopia, potere, follia, metteva insieme tutto in modo geniale ed eretico e questo mi aveva sedotto». 

 

«Io ho accettato il mio corpo, lui è diventato più pudico»

L'incontro, avvenuto in età matura, ha significato per entrambi un modo per rimettersi in discussione, per scoprire nuove parti di sé e liberarsi dalle catene di una vita. E così Tinto Brass l'ha convinta a recitare per lui, attratto, confessa «Dalla prigionia del corpo, dal profumo cipriato, dalle cadute di malinconia, dalla sua sfida alle convenzioni...». «Tinto è riuscito nell’impresa di rendermi sereno il rapporto con la sfera corporale attraverso una dimensione alta dell’eros, dove lui vede il senso e il mistero della vita. Anch’io però ho scardinato le sue certezze» sfida lei «Gli ho fatto accettare un amore non sessualizzato, con me sei diventato più composto e pudico». 

La malattia 

Pochi anni dopo il primo incontro però è arrivata la malattia. Nel 2010 Tinto Brass ha avuto un Ictus che gli ha fatto perdere la memoria. Lei è rimasta al suo fianco "l'ho aiutato a recuperare il passato attraverso il suo archivio". Ora che ha recuperato i suoi ricordi, un documentario racconterà la sua vita e presenterà alcuni lavori inediti, il titolo è "Una Passione Libera". 

Le ragazze dei suoi film? Sono sparite

Delle tante attrici che l'hanno accompagnato nel corso della carriera, Koll, Galiena, Dellera, molte sono sparite : "ma lui la vive con ironia" dice Caterina Varzi. Con alcune è rimasto un rapporto di amicizia, Stefania Sandrelli, Anna Ammirati, la Monella, Serena Grandi sono rimaste in contatto con il regista. 

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