Radio Marte, auguri speciali: Anna Tatangelo canta con i rapper per i malati terminali

Sabato 14 Dicembre 2019 di Gennaro Morra
Anna Tatangelo nel video di 2k19 Christmas song
Non è la solita canzone natalizia che ogni anno, più meno a metà dicembre, le radio lanciano per augurare buone feste ai propri ascoltatori. Quello in programmazione da alcuni giorni su Radio Marte è un brano che nasce con altre due finalità: raccontare le due facce contrapposte del Natale e raccogliere fondi per sostenere i malati terminali e i loro familiari, che hanno bisogno di assistenza e cure specifiche per affrontare l’ultimo stadio della malattia, che spesso risulta essere quello più doloroso, non solo sul piano fisico.
 

Per questo i responsabili della direzione artistica dell’emittente storica napoletana, Gianni Simioli, Gigio Rosa e Gianluca Carbone, hanno radunato una decina di artisti che hanno prestato la loro voce per creare questa “2k19 Christmas Song”, di cui è stato pubblicato anche il videoclip dove compaiono tutti i collaboratori della radio. Un gruppo capitanato da Anna Tatangelo, unica femminuccia del collettivo, a cui è affidato il compito di interpretare il lato sognante e fiabesco del Natale. Alla voce soave e pop della romana, che ormai può dirsi napoletana acquisita, si contrappongono quelle di tanti giovani rapper e trapper, che con le loro strofe cadenzate raccontano un Natale più oscuro e meno felice, quello di chi non ha una famiglia con cui festeggiarlo, di chi lo trascorrerà per strada o nella cella di un carcere. A narrare queste storie minori ci sono esponenti emergenti del panorama musicale partenopeo come Livio Cori, Geolier, Samurai Jay, Peppe Soks, Francesco Da Vinci e Bles. Ma ci sono anche Roberto Colella de La Maschera e i Soul Food Vocalist che non fanno parte della schiera di giovani rapper.

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Presente già da una settimana nella programmazione della radio, mentre il video è su Youtube da qualche giorno, la canzone dal 17 dicembre potrà essere acquistata su tutti gli store digitali e i proventi saranno devoluti all’associazione Il Nodo, che si occupa della tutela di coloro che non possono giovarsi di cure destinate alla guarigione, ovvero le persone che necessitano di cure palliative e di terapia del dolore.
 
«Siamo un’associazione di persone che hanno ascoltato e vissuto il dolore del fine vita. Medici, infermieri, psicologi, giornalisti o semplicemente parenti di persone che non ci sono più e che hanno lottato fino al momento estremo per terminare la propria esistenza con dignità – spiega il presidente de Il Nodo, Vincenzo Andreoli –. Sono i pazienti dimenticati, quelli che non potranno raccontare la propria esperienza perché la loro voce non può più essere ascoltata, ma la nostra sì». E aggiunge: «La morte nella nostra cultura è un tabù, talvolta anche per gli stessi medici, qualcosa a cui ci si può solo arrendere. Ma il dolore, invece, si può e si deve affrontare, andando oltre quel semplice “portatelo a casa”».
 
E prosegue: «Noi ci siamo impegnati a garantire, anche a chi non ha più voce, il diritto di poter scegliere (legge 38/2010 - “disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore”. Compito primario: costruire l’eguaglianza nella dignità del fine vita), affinché ci siano strutture capaci di assicurare servizi utili a lenire la sofferenza, che restituiscano dignità, con competenze adeguate e professionisti idonei, senza risparmiarsi solo perché “quel paziente non ha più la possibilità di guarire”».
 
Ma c’è pure chi sceglie di trascorrere a casa gli ultimi giorni della propria esistenza: «Ci preoccupiamo di assicurare anche a loro un’assistenza domiciliare che sia valida e che eviti ai familiari calvari e carichi psicologici insostenibili – afferma lo psicoterapeuta –. Siamo un’associazione giovane, nata nel 2016, ma già abbiamo ottenuto un grande risultato, impedendo la chiusura del reparto di terapia del dolore e cure palliative del Cardarelli. E poi abbiamo realizzato molteplici campagne di sensibilizzazione che hanno fatto conoscere a tante persone realtà di cui a malapena si parlava».
 
Quel reparto del Cardarelli purtroppo ha ospitato di recente anche l’attrice Loredana Simioli e Paolo Serretiello, fondatore e patron di Radio Marte: «Per me e per la radio è stato un anno terribile – dice Gianni Simioli, ideatore del progetto –. Io, in particolare, ho perso mia sorella e un caro amico come Paolo, entrambi vittime di quella maledetta malattia che è il cancro. Perciò con Gigio Rosa e Gianluca Carbone, che ha anche composto e arrangiato il brano, abbiamo voluto fare qualcosa per ricordare Paolo e Loredana e per sostenere il reparto per le cure palliative e la terapia del dolore del Cardarelli, aiutando l’associazione Il Nodo». Un’iniziativa che mantiene fede a una promessa: «Il reparto ha rischiato di chiudere per mancanza di fondi subito dopo la fine di mia sorella e io ho dato la mia parola che lo avrei evitato – spiega Simioli –. Ma ora che la chiusura è stata scongiurata, bisogna continuare a sostenerlo. Perciò chiediamo alle persone di comprare sugli store digitali questa bellissima canzone, per la quale voglio ringraziare Anna Tatangelo, che è stata splendida, gli altri ragazzi che hanno partecipato ed Enzo Chiummariello, manager dei rapper senza il quale non avremmo realizzato il progetto. Ma si può contribuire anche con donazioni all’associazione, il cui IBAN è IT64T0335901600100000159656, specificando nella causale “In memoria di Loredana Simioli e Paolo Serretiello”». © RIPRODUZIONE RISERVATA