Un Pizzaiuolo per Procida, ecco la pizza per la Capitale della Cultura 2022

Lunedì 20 Dicembre 2021 di Emanuela Sorrentino
Un Pizzaiuolo per Procida, ecco la pizza per la Capitale della Cultura 2022

La pizza è cultura, porta con sé tradizione e innovazione, crea aggregazione e spirito di confronto tra gli addetti ai lavori e promuove le tipicità locali. Spazio in questo senso all’evento “Un Pizzaiuolo per Procida”, organizzato dall'Associazione Pizzaiuoli Napoletani (Apn) presieduta da Sergio Miccù e promosso assieme all'Istituto professionale Lucio Petronio di Pozzuoli.

Il progetto, che vedrà il coinvolgimento di tutte le delegazioni estere dell'Apn, intende valorizzare attraverso la pizza e l'arte del pizzaiuolo il paniere agroalimentare dell'isola di Procida e del comprensorio flegreo che rientra in Procida 2022 e ha ottenuto il patrocinio morale del Ministero delle Politiche agricole, della Regione Campania e dei Comuni di Procida e Pozzuoli.

«Attraverso le materie prime le 14 delegazioni dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani presenti nel mondo si confronteranno per dare vita a ricette innovative in tema pizza che valorizzino le tipicità locali - spiega Miccù -. Il concorso, aperto non solo agli iscritti Apn, mira a individuare una pizza dedicata alla Capitale della Cultura 2022 e c’è un preciso regolamento a cui attenersi per l’iniziativa che si compone di diversi step: prima c’è la raccolta delle ricette, poi la loro selezione e l’evento fisico che si svolgerà a Procida nel settembre 2022. Parteciperanno pizzaioli professionisti che dovranno utilizzare prodotti ittici e verdure indicati nel regolamento con l’aggiunta - se si vuole - di latticini e pomodori del territorio». A presiedere la giuria composta da esperti enogastronomici, giornalisti e chef, Salvatore Grasso presidente dell’Unione delle Pizzerie Storiche Centenarie di Napoli. 

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L'evento di presentazione, introdotto e moderato dalla giornalista Brunella Cimadomo si è svolto a Palazzo Migliaresi al Rione Terra con l'assessore al Turismo del Comune di Procida, Leonardo Costagliola che ha sottolineato come «Procida 2022 sia non un traguardo da raggiungere ma un trampolino di lancio per l’isola, i Campi Flegrei e la Campania». Nel suo intervento il Direttore dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone ha evidenziato quanto «il nostro territorio conferisca qualità ad agrumi, ortaggi e altri prodotti tipici come olio, mozzarella, pomodoro, farina. Tutti nutraceutici, funzionali e nutrienti che ritroviamo anche e soprattutto sulla pizza. Prodotti che sono pilastri della dieta mediterranea, che non sono solo identitari del territorio ma fanno bene alla salute». Ma il direttore Limone ha evidenziato anche come ormai «sia il villaggio globale a indicare di vola in volta i prodotti da mangiare, perché non abbiamo una identificazione dei cibi che invece servirebbe. Potrebbe essere questo il primo elemento da mettere in agenda post pandemia da parte delle istituzioni». L’imprenditore Carmine Caputo, sostenitore dell’iniziativa e presidente di Mulino Caputo ha ricordato nel suo intervento come a partire dalla pizza ci sia sempre una rinnovata voglia di sperimentare e valorizzare le tipicità, «perché l’arte del pizzaiuolo - patrimonio immateriale dell’umanità – crea entusiasmo, voglia di migliorare e sana “competizione”, percepibile soprattutto in questo periodo nella zona flegrea e nell’isola di Procida, prossima capitale della Cultura, dove i pizzaioli si stanno sempre più impegnando». Il giornalista Luciano Pignataro ha tracciato nelle sue conclusioni un excursus culturale della pizza evidenziando come «in Campania, nel quotidiano, ciò che non riguardava i grandi movimenti non era considerata cultura. Nei più noti ricettari napoletani non c'è accenno alla pizza, se non come pizza dolce, come se non appartenesse al patrimonio gastronomico della città». Presenti numerosi maestri pizzaioli, esponenti delle associazioni e degli enti del territorio che hanno contribuito a presentare il dossier per la candidatura di Procida 2022.

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