«Falcone e Borsellino uccisi? Hanno fatto una scelta», bufera Rai su Realiti

Martedì 11 Giugno 2019 di Simone Canettieri

Scorrono sui maxi-schermi della trasmissione le immagini di Falcone e Borsellino. Il conduttore Enrico Lucci chiama l'applauso del pubblico, che arriva, ma uno degli ospiti, il giovane cantante neomelodico Leonardo Zappalà, che si fa chiamare Al Capone, commenta: «Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l'amaro». Ovvero: i giudici uccisi dalla mafia se la sono cercata. Lucci lo riprende subito: «Studia la storia dei grandi siciliani che tra vent'anni sarai una persona migliore». Ma intanto la nuova trasmissione di Rai 2, Realiti -Siamo tutti protagonisti, finisce nella bufera.

Insulti a Falcone e Borsellino a “Realiti”, istruttoria Rai. Lucci: «Ho sempre condannato la mafia». L'ad Salini si scusa

Il direttore generale di viale Mazzini, Fabrizio Salini, prende subito le distanze da quanto accaduto. Di prima mattina, con una nota, la Rai giudica «indegne» le parole pronunciate su Falcone e Borsellino e annuncia «un'istruttoria interna» per ricostruire la dinamica della puntata, andata in onda mercoledì scorso con ascolti non proprio esaltanti.
Il caso diventa così complicato da gestire che Salini striglia i vertici della rete, da Carlo Freccero in giù, spiegando che dopo quest'incidente «direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti sensibili». D'ora in poi la trasmissione non andrà in onda in diretta, ma in differita per fare in modo che i contenuti siano supervisionati. Intanto, la puntata incriminata (un flop: 2,45% di share e 428 mila spettatori) è stata cancellata da Rai-play. Ma non bastano queste contromosse per smorzare la tensione.
Anche perché, come ribadisce ancora Salini in serata, quanto accaduto «è inaccettabile». «Abbiamo il dovere di essere garanti della legalità - continua il direttore generale della Rai - In questo caso non lo siamo stati, chiediamo scusa ai parenti di Falcone e Borsellino». Per il presidente della vigilanza Rai, Alberto Barachini, la condanna dei vertici dell'azienda non basta: «Serve più controllo sul prodotto».

LE FAMIGLIE
Maria Falcone, la sorella del giudice ucciso dalla mafia 27 anni fa, sottolinea come le parole del cantante abbiano dimostrato «la sua ignoranza». Fabio Trizzino, marito della figlia di Paolo Borsellino, Lucia, su Facebook si sfoga così: «Per ora mi limito a dire vergogna In famiglia decideremo se tutelarci in altre sedi. Questo Paese è alla deriva ma a tutto c'è un limite». La politica si scatena. Mara Carfagna (Forza Italia): «Dileggiare i due giudici è stato un insulto a tutti gli italiani».
A fine giornata i vertici Rai finiscono nel mirino di esponenti di Forza Italia e Pd, che chiedono «un chiarimento urgente nella bicamerale», ma anche del Movimento 5 Stelle.
Il grillino Nicola Morra, presidente della commissione antimafia, ha una posizione diversa anche rispetto i suoi colleghi di Movimento. Innanzitutto è l'unico difendere comunque Enrico Lucci: «Non ha lasciato passare l'episodio nell'indifferenza: se così non fosse stato, se in quel programma si fosse fatta ironia al riguardo e non si fosse cassata la vergognosa posizione espressa, non avrei esitato a proporne la chiusura doverosa».

LA REPLICA
Si prospetta una puntata riparatrice, intanto Lucci si difende e spiega: «Non abbiamo invitato Riina o Provenzano. Abbiamo invitato un ragazzetto che fa il cantante neomelodico, perché il programma si occupa di fenomeni sul web - spiega -. Io mi rivolgo a questo ragazzetto con toni paterni, perché non si massacra un ragazzetto che dichiara di non essere mafioso, anche se ha degli idoli orribili come Scarface e le idee confuse». Per quanto riguarda la frase su Falcone e Borsellino, Lucci ammette: «Non l'ho neanche capita bene, ma gli ho detto: studia - sottolinea Lucci -. Non c'è nessun margine di dubbio sulla nostra posizione. Quella frase l'ha detta in un contesto in cui gli abbiamo insegnato la differenza tra il bene e il male. Parliamo di un 19/enne che non capisce neanche bene la potenza delle frasi che esprime. Essendo un idolo degli adolescenti, a maggior ragione lo invito, sperando che altri adolescenti capiscano la differenza tra il bene e il male». I parlamentari M5S non mollano: «Subito provvedimenti rapidi per il caso Realiti».
 

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