Robert Redford compie 85 anni: l'impegno, i capolavori, le donne, i due figli perduti

Mercoledì 18 Agosto 2021 di Riccardo De Palo
Robert Redford compie 85 anni: l'impegno, i capolavori, le donne, i due figli perduti

Robert Redford, il belloccio di Hollywood, il regista premio Oscar nonché attore e produttore più “impegnato” d’America compie oggi 85 anni. Ma purtroppo, a meno di ripensamenti, dovremo accontentarci (si fa per dire) di rivedere i suoi capolavori, la sua filmografia sterminata: “The Old Man & the Gun”, in cui interpreta un anziano bandito gentiluomo, è stato - per sua stessa ammissione - il suo ultimo film. «Bisogna pure voltare pagina - ha spiegato tre anni fa, in diverse interviste - mi spiace solo che il mio addio al cinema abbia tolto attenzione al film di David Lowery, che pure meritava». 

 

I suoi capolavori

Noblesse oblige. E oggi non ci resta che rivedere "La stangata" (sette premi Oscar, assiene a Paul Newman), o "Butch Cassidy" (che proprio domani Sky cinema ripropone in programmazione). Ma qual è il filo rosso che lega sessant’anni di carriera, e una fama di uomo politicamente engagè, vicino ai democratici, che non è ancora riuscito a vedere (il suo sogno) una donna presidente degli Stati Uniti? Probabilmente, proprio il sottile messaggio antisistema, che affiora spesso, nelle sue dichiarazioni e nei suoi ruoli, ma anche l’impegno in favore dei più deboli. 

“Tutti gli uomini del presidente” (1976) è forse il film che ci è più caro: Redford e Dustin Hoffmann recitano nei ruoli dei giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein, alle prese con il caso Watergate che portò alle dimissioni di Nixon. Oppure, “I tre giorni del condor”, un capolavoro di Sydney Pollack, forse tra i migliori thriller di tutti i tempi, in cui il bel Robert recita la parte di un agente della Cia, nel mirino di servizi deviati che vogliono ucciderlo. “A piedi nudi nel parco” (1967) è invece un capolavoro del genere romantico, con una giovanissima Jane Fonda. La coppia si ritroverà nel 2017, in “Le nostre anime di notte”, tratto dal romanzo di Kent Haruf: un film che apre uno squarcio sul senso della vita, sull’amore, e sugli ultimi anni che ci restano.

 

 

L'impegno per il cinema

Robert Redford è uno dei pochi cineasti americani non ancora accusati di molestie (forse a suo tempo avranno cercato di molestare lui), ma non si è accontentato del suo ruolo di sex symbol. Dal 1990 nelle sue proprietà dello Utah Redford ha fondato il Sundance Institute, e il relativo festival, un vero punto di riferimento per il cinema indipendente americano. Qui sono stati lanciati registi come Quentin Tarantino, Kevin Smith, Robert Rodriguez, Jim Jarmusch, Darren Aronofsky, Christopher Nolan. E sempre qui è stata premiata la figlia Amy, nel 2008, per il suo film “The guitar” (e qualche dubbio di favoritismo è pur sempre legittimo).

Video

 

La vita privata

Amy Hart Redford non ha avuto la stessa fortuna del padre, sebbene sia comparsa anche in serie di successo come Sex and the City o anche Law & Order. L’altra figlia del cineasta, Shauna, è un'acclamata pittrice americana (passione che condivide con il padre). Redford ha avuto la sfortuna di perdere il primo figlio Scott due mesi dopo la nascita, e di perdere anche il figlio James, attivista e documentarista morto di cancro lo scorso anno, a soli 58 anni. Redford si è sposato nel 1958 con Lola Van Wagenen: da quell’unione nacquero Scott, Shauna, James e Amy. Secondo matrimonio nel 2009, con  l'artista tedesca Sibylle Szaggars.

Redford ama la natura sin da quando partiva, da ragazzo, per esplorare il parco di Yosemite. E questa passione ha influenzato molti suoi film, e anche molte sue scelte politiche, come l’impegno contro i cambiamenti climatici e in favore dell’organizzazione per la conservazione marina Sea Shepherd, confluito in una serie di spot e di documentari.

 

Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA