Viola come il mare, Can Yaman e Francesca Chillemi insieme su canale 5: «C'è un po' di strizza»

Viola come il mare: Can Yaman e Francesca Chillemi insieme su canale 5 «C'è un po' di strizza»
Viola come il mare: Can Yaman e Francesca Chillemi insieme su canale 5 «C'è un po' di strizza»
Venerdì 30 Settembre 2022, 17:06
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Stasera, venerdì 30 settembre, debutta su Canale 5 la nuova fiction “Viola come il mare” che ha come protagonisti Francesca Chillemi e Can Yaman che recita per la prima volta in italiano. I protagoinsti della nuuova serie tv, ospiti di Rtl 102.5 hanno raccontato i loro personaggi e tutta l'emozione di questa lunga e attesa prima volta.

Viola come il mare: Can Yaman e Francesca Chillemi insieme su canale 5 «C'è un po' di strizza» (Credots uff st, Mediaset)

«È passato un anno dall’inizio delle riprese, adesso andiamo in onda. C’è sempre un po’ di strizza», ha detto a Rtl Francesca Chillemi. È la prima serie in italiano per Can Yaman. «Devo ringraziare Luca Bernabei perché si è fidato di me nonostante fosse una lingua straniera che recitavo per la prima volta e anche perché mi ha portato insieme con Francesca, lavorare con lei è stato bello. Il clima in sé è davvero particolare, già mi manca. Sono arrivato qua e già mi manca il set. Il cielo era sempre celeste a Palermo», ha detto l’attore.

“VIOLA COME IL MARE”: I PERSONAGGI


Il commento di Francesca Chillemi: «Io amo Azzurra [nb. Personaggio in ‘Che Dio ci Aiuti’] e amo anche Viola, un personaggio estremamente positivo pur avendo una vita piena di difficoltà. Il suo approccio alla vita, fatto con il trovare e cercare una strada sopportabile rispetto alle cose che le succedono, questo è da ammirare.Le differenze tra Viola e Azzurra? Sono due personaggi agli estremi. Viola è una giornalista nata a Palermo, cresciuta a Milano, trasferita a Parigi, segue un filone della moda e poi torna a Palermo per un suo problema di salute, ha una malattia neurodegenerativa che la porta a dover fare una ricerca di quello che è il suo passato. Una delle conseguenze di questa malattia è la sinestesia, la sua capacità di entrare in empatia con le persone, vedere qualsiasi cosa stiano provando in quel momento, sentirle. Un intuito pazzesco ma allo stesso tempo la vive in maniera estrema»


Quali sono le differenze tra Can Yaman e il suo personaggio? «Ho cercato di avvicinare il personaggio alla mia persona, quindi quando guarderanno penseranno che è simile a me. Francesco è serio nel suo lavoro e disciplinato, ma nella sua vita privata è un po’ ironico, sarcastico, a lui non piacciono legami forti, scappa sempre da una cosa seria. Questo personaggio a me è piaciuto tantissimo perché gli sceneggiatori lo hanno scritto molto bene, nel copione c’erano sempre le battute che avrei improvvisato - ha raccontato l’attore - La relazione anche con Viola mi piaceva tantissimo, anche il modo in cui risolve seriamente e scherza con tutti, ogni cosa mi è piaciuta tantissimo. Francesco ogni tanto è pesante, ma riesce a diventare simpatico, alla fine recupera». «Can e Francesco hanno aspetti comuni, hanno questa dualità tra l’essere super professionali a lavoro e totalmente un’altra persona fuori», ha concluso la Chillemi.

VIOLA COME IL MARE - LA TRAMA

Viola Vitale (Francesca Chillemi) è la protagonista di Viola come il mare. Trent’anni, una bellezza prorompente e un superpotere particolare: sente o meglio vede i sentimenti degli altri attraverso i colori.

Si chiama sinestesia, è la sovrapposizione spontanea e incontrollata di più sensi, che nel caso di Viola le permette di associare colori specifici alle emozioni delle persone. La sinestesia sarà per lei un valore aggiunto. Perché il colore della persona che ha di fronte le racconta qual è il suo sentimento dominante in quel momento, la sua attitudine verso la vita. E l’attitudine verso la vita, le sensazioni più nascoste dell’animo umano, sono informazioni utili da conoscere, se stai cercando un assassino. 

Viola, infatti, giunta a Palermo per occuparsi di costume e società, diventerà invece giornalista di cronaca nera, lavorando a stretto contatto con l’affascinante ispettore capo Francesco Demir (Can Yaman), come una sorta di profiler da serie tv americana, ma molto meno affidabile e più allegra. Viola dovrà trovare il modo di collaborare con Francesco, con cui non condividerà soltanto le scene del crimine, ma anche un meraviglioso terrazzo con vista sulla Cattedrale Normanna. Sullo sfondo di una Palermo mediterranea e inedita, in ogni puntata ci sarà un nuovo omicidio su cui indagheranno entrambi, lei come giornalista di nera, lui come poliziotto. Dapprima su fronti opposti, poi sempre più dalla stessa parte. Perché tra Viola e Francesco nascerà una vera collaborazione. Una collaborazione non facile.

Demir è abituato a ragionare solo con la sua testa e Viola è abituata a dire sempre la sua. Lei si fida di tutti, lui non si fida di nessuno, lei cerca il dialogo, lui tira un pugno, lei si basa sulle emozioni, lui solo sulle azioni. Bisogna trovare un equilibrio, ma, soprattutto, bisogna resistere a quell’invisibile filo d’attrazione che da subito li lega…

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