Pallanuoto a mare: la Grande Bellezza
riscoperta della Napoli sportiva

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Diego Scarpitti
Andrea Scotti Galletta e Luigi de Magistris
Passione, impegno, emozione e gioia. Bilancio ampiamente positivo per la prima edizione della Settimana del Mare. In attesa dell’inizio del campionato di serie A1, la pallanuoto è ritornata nel suo ambiente naturale. Incastonata in location fiabesche e suggestive. Resteranno agli atti le immagini autoprodotte dal centroboa del Posillipo, Julien Lanfranco: uno spot gratuito, di indicibile venustà, per Napoli, capitale della Grande Bellezza, e il Mibact.
 
«Quando l’abbiamo immaginata, non l’avevamo pensata così. Siamo andati oltre ogni più rosea previsione. Il Covid-19 ci ha spaventati, insinuato dubbi, abbiamo temuto che ci venisse impedito di realizzare quest’evento dal sapore speciale e con tutte le accortezze del caso». Timori della vigilia sciolti nell’acqua salata. Possono tirare davvero un sospiro di sollievo Andrea Scotti Galletta, Fabio Galasso e Sara Mazza, attenti in primo luogo alla salute dei partecipanti in era pandemica.  
 
 

«Sognavamo di riportare la pallanuoto in mare, sognavamo di far ripartire la pallanuoto dopo il Covid, sognavamo di dare ancora ai ragazzini la voglia di sognare le Olimpiadi o un posto nel Settebello, sognavamo di riportare la pallanuoto a Marechiaro in onore di un nostro grande amico, Checco Mazza, e in onore del vecchio torneo. Sognavamo di onorare al meglio la memoria di due grandi atleti, Mario Scotti Galletta e Mario Occhiello, che hanno cresciuto centinaia di atleti con uno spessore umano fuori dal comune attraverso tornei giovanili di altissimo livello, sognavamo di mettere la pallanuoto al centro della città per una settimana, sognavamo centinaia di atleti grandi e piccoli, sognavamo una moltitudine di spettatori sul Lungomare. Sognavamo di poter fare una partita con una squadra di pallanuoto paralimpica nelle acque di Santa Lucia, proprio per dimostrare l’importanza dell’inclusione sportiva e sociale«.
 
Un sogno avverato. «E l’umiltà ci permetterà di correggere e migliorare in vista della prossima edizione», riferiscono i giocatori dal vincente passato rossoverde. «Tante  le persone da ringraziare per l’aiuto messo in campo. Dal presidente del Circolo Rari Nantes, Giorgio Improta, che ci ha fatti sentire a casa nostra, passando per il direttore sportivo Paolo Caccese, fino a tutti i consiglieri che ci hanno supportati e sopportati: Maurizio Laccetto, Sergio Sepe, Gino Viola, Massimo Carrino, Francesco Verde e i nostri angeli custodi Luigi e Carlo, che sono stati fondamentali».
 
Club biancoceleste all’attenzione delle cronache cittadine. «Un grazie sentito a Sergio Mannato, presidente del Borgo Marechiaro e sua moglie Maria, che hanno aperto letteralmente le porte di casa, per rendere più  accessibile la via al rettangolo di gioco, in una cornice, sotto il ristorante A’Fenestella, unica nel suo splendore».
 
Grandi numeri. Oltre 500 partecipanti, campioni della serie A1 e A2, atleti normodotati e ragazzi disabili, che hanno onorato al meglio i tre memorial. Emozionante la presenza della fantastica squadra paralimpica, allenata da Corrado Rametta, sotto l’egida del direttore Enzo Allocco del Centro Sportivo Portici. E poi la classe arbitrale, guidata da Filippo Massimo Gomez, presidente Gug Campania, Filippo Rotunno, Maurizio De Chiara, Antonio Guarracino, Stefano Alfi, Antonio Pascucci e Antonio Barra.
 
Con un invito valido per tutti. «Segui i tuoi sogni, loro conosco la strada».
 
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