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Vincenzo Boni, sogni a cinque cerchi:
alle Paralimpiadi di Tokyo per sognare

Martedì 13 Luglio 2021 di Diego Scarpitti
Vincenzo Boni

Sognatore e pragmatico. Riesce bene a conciliare l’aspetto onirico con il dato reale. «Se puoi sognarlo, puoi anche farlo». Cita volentieri il famoso aforisma motivazionale del creatore di Topolino, Walt Disney. Ne assorbe la lezione, metabolizza il messaggio carico di significato. Tante le fatiche (di Ercole e non solo), immense le gioie riportate da Vincenzo Boni. Nella sua Scandone l’ennesima consacrazione e il biglietto con destinazione Tokyo. Dopo quella di Rio nel 2016, il nuotatore delle Fiamme Oro e del Caravaggio Sporting Village prenderà parte alle Paralimpiadi di Tokyo (11 agosto-5 settembre), la seconda in carriera.

«Ricercate per cinque anni e tra Europei e Mondiali ho sempre ben figurato, per dimostrare a me stesso in primis, ai miei avversari e al mondo intero che Vincenzo Boni non era la sorpresa del momento e che non sarebbe sparito dal ranking come fuoco di paglia», spiega convinto il nuotatore napoletano. «Con impegno e sacrifico, allenamento e lavoro, ogni anno ho lasciato la mia impronta fino al pass staccato per il Giappone», racconta entusiasta il classe 1988.

A quel bambino, affetto dalla sindrome di Charcot Marie Tooth, era stata ripetuta più volte la frase: «Non lo puoi fare, è complicato». Poi la consapevolezza del dono della vita e la scoperta che l’esistenza ha un senso. «Gli occhi sono sempre gli stessi, i sogni nel corso degli anni sono aumentati» e così Vincenzo Boni costruisce quella cassettiera all’interno della quale ripone speranze e obiettivi, ambizioni e desideri. «Il famoso sogno nel cassetto», frutto di sacrificio e resilienza. «Se quella del 2016 era la partecipazione alla Paralimpiade di Rio arrivata dopo solo un biennio dal mio debutto nel mondo natatorio, questa è quella che più è stata sudata, per cinque lunghissimi anni, durante i quali si sono alternati successi e batoste, pensieri positivi a quelli negativi, un quinquennio condiviso con chi ha creduto in me, in quella vasca, tutti i giorni, tutte le settimane, ogni mese, per poter riuscire ad avere tra le mani questo biglietto». 

 

Impresa (già) compiuta, esserci sempre. «Di sogni ne ho tanti, ed ho riempito un altro cassetto», afferma Boni al settimo cielo. «Guardo quella cassettiera e mi emoziono ancora, perché se puoi sognarlo, puoi anche farlo», ribadisce con forza Vincenzo. Nell’impianto di Fuorigrotta mette al collo altre tre medaglie d’oro. Agli Assoluti di casa conquista la leadership nei 50 dorso (49”36), nei 50 dorso open (con il punteggio tabellare migliore tra chi ha gareggiato nei 50 dorso dalla categoria S1 a S5) e 200 stile libero S3 (3’38”8). Potenza inarrestabile in corsia.

«Parto per Tokyo con delle aspettative, perché ho sempre abituato me stesso e chi ha creduto in me a risultati importanti. Non sarà semplice né una Paralimpiade normale. Sarà totalmente diversa rispetto a quella disputata in Brasile», dichiara l’atleta 33enne. «Il programma procede bene, in linea con quanto fissato dal mio allenatore Alessio Sigillo. Dal 25 al 31 luglio il ritiro collegiale a Ostia e poi una nuova grande esperienza a cinque cerchi», conclude il sognatore Boni. Nel paese del Sol Levante per scrivere un’altra pagina di storia a tinte azzurre.

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