Posillipo-Roma, la carica
di Picca alla Scandone

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Diego Scarpitti
Antonio Picca
Tempo di rivincita. Inizia il girone di ritorno e i ragazzi di Roberto Brancaccio intendono riemergere, invertire la rotta e riscattare lo smacco subìto al Foro Italico sabato 5 ottobre 2019. Finì 13-12 per il napoletano Andrea Tartaro e giallorossi all'andata. In programma domani pomeriggio alla Scandone Posillipo-Roma Nuoto (ore 17), 14esima giornata di serie A1.
 
Chi ben conosce i capitolini è Antonio Picca, difensore classe’99, capitano rossoverde under 20 e campione d’Italia, che superò in finale proprio i lupacchiotti a Viterbo. «Sarà sicuramente una partita molto combattuta, dove si affronteranno due squadre che si somigliano molto dal punto di vista dei roster, con un mix di giocatori esperti e giovani».
 
In classifica le calottine di Roberto Gatto a quota 14 punti, 5 in meno per i padroni di casa. «Abbiamo lavorato molto ultimamente. Direi che siamo pronti dal punto di vista fisico e mentale. Il nostro obiettivo è risalire la china, guadagnare più punti possibili e raggiungere quanto prima la salvezza», annuncia fiducioso il numero 4.
 
Approccio e mentalità. «Siamo un team giovane, affiancato da giocatori esperti come Marziali, Saccoia, Scalzone, Negri e Mattiello. Ci aiutano molto i senatori. Dobbiamo ripagare la loro fiducia e quella di tutti, dando sempre il massimo in acqua». Tra le fila avversarie il Posillipo ritrova l’ex Vjekoslav Paskovic, centrovasca di Kotor. 
 
Vivido ancora il trionfo dello scudetto di categoria nel 2019. «Laurearsi campioni d’Italia nella Final Four di Viterbo è stata una emozione incredibile, che sognavo da anni. Questo successo nasce un decennio fa, quando i miei compagni ed io abbiamo iniziato la trafila nelle giovanili con i colori rossoverdi e abbiamo coronato il nostro sogno: vincere tutti insieme». Giovani pallanuotisti segno tangibile della validità del progetto sportivo e di un vivaio fucina inesauribile di talenti.

Sul volto di Antonio Picca si legge chiaramente la felicità e la soddisfazione di aver scritto una pagina indimenticabile della storia del Sodalizio napoletano. «Siamo un gruppo molto unito e coeso, infatti prima di essere compagni di squadra in acqua siamo amici al di fuori, condividendo praticamente qualsiasi cosa. Questa nostra forza ed unione è emersa nei momenti cruciali degli incontri sia nel derby con i cugini dell’Acquachiara che nella finalissima con la Roma», spiega lo studente al terzo anno di Giurisprudenza alla Federico II.

Futuro da avvocato penalista, sulle orme del papà con studio in via Carlo Poerio, per proseguire la tradizione di famiglia. Avvincente il duello con la Roma Nuoto. «Prima della finale ci eravamo promessi di dare il massimo, per non avere rimpianti: così è stato. Dopo tanto duro lavoro e non pochi sacrifici, abbiamo riportato il tricolore a casa», racconta raggiante il capitano dell’under 20. «Dietro questa grande vittoria non ci siamo solo noi. Il coach Roberto Brancaccio e il suo assistente Gennaro Mattiello due anni fa hanno voluto credere nel gruppo, portando alcuni di noi in prima squadra e lavorando tantissimo sia sulla tecnica individuale ma soprattutto sulla testa di ognuno dei singoli elementi».
 
Retroscena. «Preziosi i consigli e la vicinanza dei ragazzi più esperti. Tommaso Negri, Andrea Scalzone e Luca Marziali erano con noi a Viterbo, a seguire la partita e festeggiare questo incredibile successo. Dimostrazione evidente del profondo legame che si è costruito fra di noi. Altri giocatori come Paride Saccoia, Giuliano Mattiello, Simone Rossi e Gianluigi Foglio durante l’anno ci hanno sempre spronato a dare il massimo e soprattutto ci hanno fatto capire cosa significa scendere in acqua e difendere questi storici colori. Noi abbiamo provato a riproporre tutto quello che loro ci hanno insegnato», osserva Picca (nella foto di Rosario Caramiello).
 
Appartenenza e identificazione, testa e cuore. «Vincere è sempre bello, ma farlo con i propri amici «fraterni», credo non abbia prezzo. È stata una gioia unica», ammette Antonio. «La mia speranza è che ognuno di noi continui il proprio percorso personale, per poi ritrovarci tutti insieme, tra un paio di anni, a giocare nuovamente per il Posillipo. Mi auguro questo sia solo un punto di partenza: abbiamo messo le basi per l’avvenire».
 
Fiducia tratto distintivo. «Uno dei valori che mi ha insegnato lo sport è che sognare davvero non costa nulla», argomenta il difensore posillipino. Non a caso l'ossatura della prima squadra è composta da Domenico Iodice, Luca Silvestri, Marco Ricci e la doppia coppia dei fratelli Jacopo e Pier Paolo Parrella, e Massimo e Giampiero Di Martire, che, insieme ad Antonio Picca, costituiscono gli 8/14 della formazione, già campioni d'Italia under 20.
 
 
 
  Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA