Settebello under 20, argento
mondiale made in Campania

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Diego Scarpitti
Settebello under 20

«Grandissimo risultato». Per come si era messa la vigilia del Mondiale under 20, in pochi avrebbero scommesso sul prestigioso esito finale. Eppure gli azzurri hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo e hanno strappato un argento che vale oro. «Questa medaglia significa felicità, sofferenza e più di tutto sacrificio. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questo gruppo e soprattutto di essere italiano», dichiara l’ex posillipino Jacopo Parrella, approdato alla Fordham University.

 

«A Praga esperienza unica e irta di difficoltà. Collegiale iniziato il 19 luglio e interrotto causa Covid-19, poi ripreso senza allenamenti con altre squadre», ricorda l’attaccante classe 2002. «Nessuno si aspettava questa medaglia. In formazione soltanto due pallanuotisti del 2001, il resto sotto categoria. Ha prevalso la volontà del gruppo di arrivare fino in fondo. Ci siamo compattati, quando sono stati espulsi entrambi i tecnici Alberto Angelini e Alessandro Calcaterra», osserva il figlio del dottor Roberto Parrella, direttore del Dipartimento Malattie infettive ed urgenze infettivologiche al Cotugno, in prima linea nella lotta al Coronavirus, presente in Repubblica Ceca con la consorte e l’altro figlio Pier Paolo, ex rossoverde.

Dopo l'oro conquistato agli Europei under 17 nel 2019 (Spagna battuta 10-6), ecco l’argento iridato condiviso con il portiere Roberto Spinelli. «Sicuramente un traguardo inaspettato, considerate le mille difficoltà che abbiamo incontrato. Infortuni, Covid, common training e tornei pre-mondiale annullati». Con le sue parate sempre sugli scudi il portiere del Posillipo. «Una soddisfazione enorme per tutti i sacrifici fatti». Cinque successi contro Uzbekistan (40-1), Argentina (15-8), Sudafrica (18-3) agli ottavi, ai tiri di rigore con Spagna (11-9) ai quarti e Montenegro in semifinale (14-12). Unico pareggio con la Russia (9-9) e due sole sconfitte di misura con la Croazia in avvio di torneo (12-13) e in finale con la Serbia (8-10). «C’è  delusione ovviamente per il mancato oro una volta arrivati in finale, ma se penso da dove siamo partiti, abbiamo fatto qualcosa di inaspettato che rende tutto ancora più bello», argomenta il 18enne salernitano. «Sicuramente con la Nazionale ho avuto la fortuna di far parte di un gruppo forte: a livello umano ho stretto rapporti unici. I traguardi raggiunti con la calottina azzurra ovviamente sono i più belli», precisa Spinelli, che riposerà  due tre giorni per riprendere gli allenamenti con il Posillipo, impegnato in Coppa Italia il 17 settembre.

«Finale mondiale e argento lottato, sudato, vinto e perso, -diciamo la verità-, senza alibi», riferisce il napoletano Andrea Tartaro. «Serbia tosta, più brava di noi. E’ mancato l’ultimo tassello al capolavoro», puntualizza l’ex giocatore della Canottieri Napoli. «Durante la “preparazione” interrotta per i contagi, il Settebello under 20 ha riscontrato enormi difficoltà. Nonostante ciò, abbiamo lavorato come matti a Ostia sempre con il sorriso, che è stato il nostro segreto», sottolinea il difensore della Roma Nuoto. «Abbiamo perso la finale ma abbiamo dimostrato di esserci e potercela giocare. Per molti di noi era l’ultima con le Nazionali giovanili: un percorso iniziato all’età di 13 anni, allora inesperti, timidi e paurosi, e ci siamo lasciati ventenni, motivati e consapevoli delle nostre qualità», dice Tartaro. «Saluto Francesco Cassia, un ragazzo che ha fatto di tutto per esserci, purtroppo è risultato assente: avrà in futuro tante soddisfazioni e mi auguro così anche per Simone Bertino e tutti gli altri che ci hanno lasciato durante la preparazione».

Pensiero affettuoso doveroso. «Abbiamo giocato anche per loro e li abbiamo sentiti con noi anche in acqua. Infine dedico questa medaglia a mia nonna Anna, che non c’è più: sicuramente non si sarà persa nessuna partita come al solito. Aspetterò la possibilità di rigiocare una finale per vincerla, perché ne vale la pena», conclude il figlio d’arte, già bronzo mondiale in Kuwait nel 2019 (nelle foto di Laszlo Balogh/Total Waterpolo). Dopo l’oro alle Universiadi 2019, argento iridato per Angelini, successore di Carlo Silipo, attuale ct del Setterosa, e Calcaterra. Non sono mancati i complimenti di Sandro Campagna e di Paolo Barelli.

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