Roma, Mourinho: «Berardi prende in giro, deve avere rispetto. Cosa mi preoccupa del Sassuolo? L'arbitro»

L'allenatore giallorosso ha parlato in conferenza stampa

Roma, Mourinho: «Ndicka preso per fare panchina. Cosa mi preoccupa del Sassuolo? L'arbitro»
Roma, Mourinho: «Ndicka preso per fare panchina. Cosa mi preoccupa del Sassuolo? L'arbitro»
di Gianluca Lengua
Sabato 2 Dicembre 2023, 15:53 - Ultimo agg. 17:29
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José Mourinho avverte in vista della partita contro il Sassuolo: «L’arbitro mi preoccupa. Lo abbiamo avuto tre volte come quarto uomo e la sensazione è che non abbia la componente emozionale per gestire questa partita». Sulle critiche ai suoi giocatori dopo l’Europa League, spiega: «Oggi ho avuto una buona conversazione con la squadra. Quanto è positivo il rapporto con una persona, più è facile dire cose brutte. Io ho detto quello che ho pensato e continuo a pensare. Il secondo posto nel girone? Dovrà preoccuparsi la squadra di Champions che dovrà giocare contro di noi». 

Con un’altra componente mentale come quella di Sinner che Roma sarebbe?

«Nello sport individuale sei da solo e quando sei da solo non puoi condividere responsabilità. Magari per questo mi piace tanto il tennis perché c'è bisogno di coraggio e personalità. Dopo quando perdi non puoi guardare intorno e dare le colpe a nessuno. È una perdita di tempo se pensate che dica i nomi dei giocatori a cui mi riferivo. Oggi ho avuto una buona conversazione con la squadra. Quanto è positivo il rapporto con una persona, più è facile dire cose brutte. Io ho detto quello che ho pensato e continuo a pensare. Il rapporto è buono, questo ci fa stare bene insieme e andare a Sassuolo a prendere il risultato in una partita che per diversi motivi non sono mio agio». 

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Che insidie nasconde la partita contro il Sassuolo?

«La prima è il Sassuolo. Ha bravi giocatori, bravo allenatore, ha un buon progetto. Una squadra che gioca 38/40 partite per stagione e si prepara a questa partita arrivando al top.

Sono onesto sull’arbitro che mi preoccupa. Lo abbiamo avuto tre volte come quarto arbitro e la sensazione è che non abbia la componente emozionale per gestire questa partita. Questa partita non è solo Sassuolo-Roma, è super importante per noi. Il profilo dell’arbitro non mi lascia tranquillo. E non mi lascia tranquillo nemmeno il Var. Con lui siamo stati sfortunati. E poi c’è un giocatore come Berardi che amo ed è fantastico, ma deve avere rispetto per gli avversari. È troppo quello che fa per destabilizzare il gioco, prende in giro, prende falli, io lo amo e lo odio. Se fosse un mio giocatore avrebbe grandi problemi, perché non mi piace per niente». 

 

Come si porta la squadra a un livello successivo trovando una continuità?

«Sicuramente non sarà girare la testa dall’altro lato e non guardare la situazione. Se vogliamo avere l’ambizione di volere di più, è questo profilo qua che ti fa stare in una zona di conforto. Mi darebbe più adrenalina giocare stando una situazione di stress più che di tranquillità. Ci sono giocatori che fanno giocare bene le loro squadra per stare lì in alto. Ai ragazzi ho detto di alzare il tono ed avare meno superficialità. Ho usato questa parola perché si adatta di quello che succede. Ho vinto il campionato con Real con 100 punti e l’ho perso con 93. Ogni fine settimana vincevamo noi e il Barça, se avessimo pareggiato saremmo stati già in difficoltà. Vincere ogni partita è duro, ci deve essere la voglia da tutti. Nel nostro caso non dobbiamo vincere tutte le partite, perché non abbiamo il potenziale per lottare contro Inter e Juventus. Ma abbiamo il potenziale per stare lì sopra con gli altri. Ho spiegato ai giocatori che questo si può migliorare con il lavoro di campo, io lavoro di più con quelli che non giocano che quelli che giocano. Cristante gioca e riposa, gioca e riposa e non riesco a lavorarci. Finalmente avremo una settimana piena per lavorare insieme». 

Si aspetta un atteggiamento diverso da chi è superficiale?

«Abbiamo avuto un problema lo scorso anno con Karsdorp. Quasi divorzio, poi empatia, buon rapporto che ci ha fatto tornare indietro. Domani gioca, capisco che Ricki è Ricki, ha le sue cose positive ma anche le debolezze. È fresco e mi aspetto che vada benissimo. Parlare di panchina è parlare anche di quella contro l’Udinese che ha cambiato la partita. Nell’ultima non ha cambiato nulla. Abbiamo pareggiato non per loro, ma per tutti loro. Magari ho sbagliato anche io, non nei cambi ma nella squadra iniziale che ho scelto che non era abbastanza compatta e potevamo stare 3-0 a fine primo tempo». 

La Roma è 13° in classifica per gli incassi sul mercato, qual è il potenziale della Roma? A gennaio c’è da fare qualcosa in più?

«In condizioni ideali mi piacerebbe avere più opzioni e qualità, ma non voglio essere interpretato male. Per questo penso che siamo sottovalutati in quello che abbiamo fatto. Come allenatore, tecnico, staff e proprietà. Siamo riusciti a fare cose importanti, stare nella lotta con gente che ha un altro tipo di potenziale. La mia squadra senza infortuni può lottare. Ma senza Smalling è dura, senza di lui tre mesi e metti due in più. Perché ho fatto i conti, se lui non rientra entro la fine dell’anno solare, non avrebbe fatto 68 allenamenti. Uno che non fa 68 allenamenti, anche se torna il 31 di dicembre che è quando ci alleneremo prima della Cremonese, non può giocare. Non ritrova i livelli in 2/3 giorni. Quando vedete Kumbulla, lui fa riscaldamento e qualche passaggio. Poi è fuori. Kumbulla e Smalling stanno fuori. Ndicka è un acquisto fatto molto molto bene fatto da Tiago, però, io mi ricordo le sue parole: “Mister è perfetto per la panchina e crescere con te”. È diventato titolare in ogni partita. Siamo in difficoltà lì in difesa. C’è Cristante, ma poi non è a centrocampo. Io sono andato in una direzione mentale dove ogni partita e settimana sono questi. Cercheremo di fare il meglio senza questi. Non mi voglio lamentare sempre, sono più positivo di prima. A gennaio Ndicka va via, domani Mancini prenderà un giallo con Berardi al minuto 10 e non giocherà con la Fiorentina, ma si va avanti. 

Le è stato proposto qualcosa sul mercato?

«La situazione è complessa. C’è il rischio che prendi un giocatore e non puoi farlo giocare in Europa per il Ffp. Se mi arriva una possibilità di avere una finestra aperta per fare qualcosa, sarò molto contento e aperto. Se non sarà possibile, non sarà possibile. Andremo con tutti. E prima di finire dico una cosa: tu sai chi sarà sfortunato se noi finiremo secondi? La squadra di Champions che dovrà giocare contro di noi». 

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