Sandro Cuomo sul trono di spade
a Tokyo con Fiamingo e compagne

Mercoledì 28 Luglio 2021 di Diego Scarpitti
Sandro Cuomo

Rocco e i suoi fratelli, Sandro e le sue ragazze. In scena sulle pedane nipponiche una sequenza a cinque cerchi memorabile. E sono abbracci e sono salti e sono lacrime, di gioia naturalmente. Festeggia, eccome, il commissario tecnico Cuomo, che corre a congratularsi con le sue spadiste di bronzo. Tira un sospiro di sollievo l’oro ad Atlanta 1996 e Hall of Fame. Finale interrotta a 8 secondi dal termine sul punteggio di 22-21 in favore dell’Italscherma femminile. Infortunio occorso (reale o simulato?) alla cinese Zhu Mingye. Sale la tensione, Federica (un’altra Federica) Isola attende, va avanti e indietro, osserva l’intervento dei sanitari, che prestano cure alla collega asiatica, resiste e non si lascia distrarre né intimorire. Avverte responsabilità e pressione. Riprende il duello e la vercellese dell'Aeronautica Militare piazza il definitivo 23-21 a 3”17 dalla sirena.

 

Facce di bronzo Rossella Fiamingo (catanese dei Carabinieri), Mara Navarria (udinese dell’Esercito), Alberta Santuccio (altra catanese in forza alle Fiamme Oro). Sul trono di spade in Giappone si accomoda lo stratega napoletano, già Collare d’oro al merito sportivo. «E’ stata veramente una lotta, per nulla facile dall’inizio. Ai quarti la Russia, un cliente molto scomodo. Sempre in vantaggio, abbiamo vinto 33-31, perso male purtroppo in semifinale con l’Estonia (42-34), davvero in giornata e in gran forma: difficile batterla», racconta il napoletano Cuomo. «Con la Cina (testa di serie) il coraggio di imbastire una formazione nuova, mettendo Checca Isola in chiusura, lasciando più libera Rossella di tirare a centro match e lasciare dentro «mamma» Mara, che stava tirando molto bene, e prevedere un cambio con Alberta Santuccio».

Motivo presto spiegato. «Se la quarta atleta non tira, non prende medaglia: regola orribile che abbiamo solo noi. Ho schierato una formazione a sorpresa, che ha destabilizzato le avversarie», argomenta il ct partenopeo, plurititolato in carriera a livello italiano e internazionale. «La mossa si è rivelata vincente, perché Rossella ha spaccato la finale con un allungo di +4, seguita da Mara, artefice di una grandissima prestazione, con un +8. Abbiamo amministrato fino all’ultimo respiro». E poi l’«esordio di Chicca Isola: un azzardo e un rischio calcolato. Me la sentivo così. Abbiamo portato il bronzo a casa, alla fine è il risultato quello che conta», afferma entusiasta Cuomo.

«Grazie di cuore alla splendide ragazze, che meritavano di tornare in Italia con la medaglia al collo. Sono felicissimo per loro e l’intero movimento. Triplete del quartetto azzurro con il bronzo all’Europeo, al Mondiale, alle Olimpiadi. Si conferma un gruppo di altissimo profilo. E’ mancata la zampata contro l’Estonia, ma aveva una marcia in più», sottolinea il condottiero. Un podio voluto e inseguito, un risultato straordinario e meritato, che implementa il medagliere, e riporta l’Italia sul podio olimpico 25 anni dopo l'argento dei Giochi di Atlanta 1996, conquistato da Elisa Uga, Margherita Zalaffi e Laura Chiesa.

«E’ un giorno speciale, la spada femminile torna sul podio olimpico dal ‘96. Una medaglia che vale oro e che arriva da un gruppo meraviglioso. I complimenti vanno estesi anche a chi è rimasto a casa, ma ha lavorato per raggiungere questo obiettivo: alludo in primis alla riserva Alice Clerici, che ha svolto un importante ruolo nel percorso di qualifica, alla sparring Nicol Foietta, che ci ha accompagnato fino a Tokorozawa e a tutto il meraviglioso gruppo di ragazze che, dietro alle prime linee, lavora per essere un giorno al loro posto».

Non dimentica nessuno Cuomo, ebbro di felicità. «Un ringraziamento a tutti i tecnici personali (Daniele Pantoni, Roberto Cirillo, Giovanni Sperlinga e Massimo Zenga Germano), ai preparatori Edoardo Kirschner e Andrea Vivian, allo staff medico e agli uffici federali, per aver contribuito al raggiungimento dell'obiettivo». E ancora «Grazie soprattutto ai miei «bracci» destro e sinistro Giacomo Falcini e Luigi Mazzone, insostituibili nei loro ruoli, che hanno dovuto sorbire e assorbire le mie ansie, dubbi e preoccupazioni». Gioco di squadra perfetto. «Tanti elementi compongono il tutto, ciascuno col suo ruolo e le proprie mansioni, come un’orchestra. Rossella e Mara, quando girano bene, non lasciano spazio a nessuno, Chicca è stata superlativa, e se ci avesse creduto un poco in più, poteva tornare a casa con due medaglie al collo, senza rubare niente a nessuno. Alberta ha lavorato due anni per quella frazione ed fatto bene il suo lavoro, contabilizzando un «falso» meno due, con un rosso inspiegabile ed una stoccata clamorosamente non valida, invece aggiudicata (la cinese si era toccata da sola), con un arbitraggio senza errori avrebbe chiuso pari. Sono felice per loro, per me e per tutto il movimento femminile. Ora aspettiamo gli sciabolatori ed incrociamo le dita», conclude Cuomo (nelle foto di Augusto Bizzi), argento a Rio 2016 con Rossella Fiamingo nella prova individuale (la prima medaglia olimpica individuale nella storia della spada femminile italiana) e con Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Andrea Santarelli. A Parigi 2024 per chiudere il cerchio.

Ultimo aggiornamento: 13:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA