Covid e calcio, dal bacio di Osimhen
al sorriso di Adl: lo sfogo social

Martedì 29 Settembre 2020 di Delia Paciello
Stop al campionato? È questo il dubbio amletico che avvolge gli amanti del calcio. Il caso dei 14 positivi nel Genoa ha mandato in tilt tutta la Serie A, e le prossime ore saranno decisive per capire il da farsi. Certo è che anche i tifosi sono presi da mille pensieri, e si sfogano sui social: «Dicono che erano positivi solo due rossoblù, gli altri negativi, poi al terzo tampone dopo la gara tutti positivi: si presume che il virus era in incubazione. E allora con quale sicurezza si possono disputare le partite?», è la domanda di molti.

C’è chi punta il dito sulle presunte irregolarità nei controlli a Genova, smentite prontamente dalle autorità competenti; chi invece si preoccupa per il prosieguo: «Proprio prima di Juve-Napoli, quando noi stavamo in una forma strepitosa doveva uscire sto disastro?», incalza qualche napoletano. Molti tifosi azzurri la prendono con filosofia e si sbizzarriscono coi meme. Come quello con il viso soddisfatto di De Laurentiis che guardando la classifica sospira con fierezza: «Credo che il campionato possa anche finire qui». Certo sono pochine due gare, ma il primato assoluto della squadra di Gattuso con pienone di punti, 8 gol segnati e 0 subiti, lascia il sorriso sul volto dei napoletani, almeno per ora.
 
 

Ansia tuttavia per i primi tamponi effettuati a Castel Volturno dopo la notizia, mentre i virologi e gli esperti tuttologi del web cominciano ad annunciare per le piazze virtuali le loro inconfutabili soluzioni. E così ci si imbatte contro chi continua sulla strada de «il virus non esiste, è tutto un complotto, giochiamo tutti insieme, positivi e non», fino ai sostenitori dell’estremo opposto, ossia il «chiudiamo tutto, non mettiamo in pericolo altre vite». Ma c’è anche chi sceglie la via intermedia e propone di rimandare le gare delle squadre maggiormente toccate dal virus, o chi si batte per una sospensione della competizione per 14 giorni, onde evitare che affiorino altri positivi con il virus in incubazione. In realtà la questione è proprio in queste ore in fase di studio, e il governo, gli esperti (quelli veri) e la Figc sono in contatto per arrivare alla decisione migliore. Lo stesso Spadafora al momento prova a mantenere la calma, annunciando che ci sono ancora gli estremi per bloccare definitivamente il calcio ma che si valuterà nelle prossime ore l’andazzo.

Intanto massima cautela: in attesa dei risultati dei tamponi il Napoli ha eseguito una sessione di allenamenti individuali per chi ha giocato domenica e comunque distanziati per coloro che non hanno giocato e non sono venuti a contatto con i calciatori del Genoa, come ha fatto sapere anche Zeppilli, presidente della Commissione Medica Federale.

Certo, non staranno passando ore serene i giocatori del Napoli: «Immagina che notti insonni Osimhen, dopo quel faccia a faccia, o meglio labbra a labbra con Masiello», «Victor, ti metti a limonare duro con un giocatore di una squadra nella quale hanno trovato due giocatori positivi 12 ore prima... Ahia!», commentano i tifosi ironici sui social. Ma anche Koulibaly immortalato più volte a stretto contatto con Biraschi durante la gara non se la starà vedendo bene. Insomma, ore di tensione in casa Napoli. Ma anche per tutta la Serie A, i tifosi, gli addetti ai lavori.

Il covid ha dimostrato di non risparmiare davvero nessuno: colpisce indistintamente belli e brutti, ricchi e poveri, potenti e non, calciatori e gente comune. E allora mentre la Campania prova a correre ai ripari con delle ordinanze più drastiche e imponendo rigide regole alla movida, anche il calcio fa i conti con la difficile realtà. Per molti la Serie A proseguirà, la situazione pare gestibile: c’è positività, sfoghi social a parte. Il resto lo scopriremo solo vivendo. © RIPRODUZIONE RISERVATA