Napoli, per Ancelotti un'estate
a rilento ma fu così anche per Sarri

Domenica 12 Agosto 2018 di Gennaro Arpaia
Due sconfitte pesanti ed una sola vittoria. Non proprio il bottino migliore, quello che il Napoli si aspettava. La mano di Carlo Ancelotti ancora non si vede in una squadra che fa della qualità e della forma fisica le due armi più importanti. Il crollo trasversale contro il Liverpool poteva avere diverse scusanti: primo test di un certo livello, gambe ancora pesanti dopo i carichi di Dimaro, di fronte una squadra più avanti nella condizione fisica e più forte, capace di giocarsi una finale di Champions appena qualche mese prima. La sconfitta con il Wolfsburg, invece, qualche dubbio in più lo lascia.

«Dobbiamo essere preoccupati, quando lo siamo diamo di più anche in campo», ha detto ieri sera Carlo Ancelotti dopo il fischio finale. Si preoccupi il Napoli, dunque, perché di certo i napoletani lo sono già. Il 5-0 contro il Liverpool aveva allarmato tutti, la paura era rientrata dopo la vittoria contro il Borussia, ma i tre gol incassati dal Wolfsburg tornano a pesare anche sul morale del tifo. La sfiducia serpeggia in rete e sul volto dei tifosi azzurri che temono di non poter rivedere il Napoli bello e vincente - almeno nella singola partita - degli ultimi anni. Sulla graticola ci sono finiti tutti: dall’allenatore ai calciatori, dal mercato mancato al presidente. Ma il clima sembra quello che, proprio tre anni fa, aveva accompagnato anche l’avvio dell’esperienza napoletana di Maurizio Sarri.

Al suo arrivo in azzurro, infatti, il tecnico toscano non aveva di certo fatto brillare il suo Napoli. Dopo la preparazione a Dimaro nell’estate del 2015, la squadra aveva in calendario tre amichevoli da giocare ad agosto prima di partire in campionato. Si cominciò malissimo: sconfitta al San Paolo per 2-3 contro il Nizza ed uno scialbo pari per 0-0 contro il Porto, sempre a Fuorigrotta, qualche giorno dopo. Quei risultati furono campanelli d’allarme per tutti, nonostante il 5-0 al Latina di Ferragosto. L’avvio in campionato seguì quello delle amichevoli con due punti nelle prime tre gare, poi la storia cambiò corso d’improvviso dando vita ad una parentesi indimenticabile chiusa solo qualche mese fa.

Il lavoro di Ancelotti ha bisogno ancora di tempo, difficile valutare l’impatto di un gestore che vuole modificare il Napoli senza stravolgere quanto di buono fatto nell’ultimo triennio. «Stiamo provando a cambiare qualcosa, il gruppo si è messo a disposizione ma dobbiamo ancora provare e riprovare per migliorare quello che facciamo», ha avvisato il nuovo allenatore azzurro. Il limite di tempo, però, sembra essere arrivato: la Lazio si vede già all’orizzonte e i napoletani sperano di non dover assistere nuovamente ad un avvio a rilento in campionato. L’esperienza Sarri, però, insegna che i giudizi estivi possono essere affrettati. E che la storia, anche quella di Ancelotti, è pronta a cambiare da un giorno all’altro. © RIPRODUZIONE RISERVATA