Sanremo, i big di Baglioni: Irama, Nek, Tatangelo, Motta e Bertè. Einar vince tra i giovani

Venerdì 21 Dicembre 2018 di Marco Molendini
Sanremo 2019, i big: Irama, Nek, Tatangelo, Motta e Bertè. Einar vince tra i giovani

A questo punto il Baglioni II possiamo cominciare ad immaginarcelo. Perché un po' assomiglierà al primo, un po' perché il divo Claudio non rinuncerà a suonare la sua musica e, si intende, a fare ascoltare le sue canzoni, ma anche a seguire una liturgia già tracciata che, con la sua caparbietà, gli ha permesso persino di apportare qualche modifica al moloch sanremese. Possiamo immaginarcelo perché ieri sera è stata, finalmente, svelata in diretta tv la metà del Festival, ovvero i nomi degli 11 big più quello del vincitore della prima selezione dei giovani, quella di ieri, che, a febbraio, saliranno sul palco dell'Ariston (resta da capire chi saranno i conduttori che Baglioni potrebbe annunciare domani mattina: con la candidatura di Vanessa Incontrada a first lady dell'Ariston).

IL SORTEGGIO
Dunque, la gara dei big. I nomi sono stati comunicati con un sorteggio (usando l'antico bussolotto del gioco del lotto), artificio puramente scenico, visto che la scelta è stata fatta dalla direzione artistica. E il primo lotto di prescelti rivela come la costruzione del cast abbia seguito con attenzione le leggi del Festival (l'uso del bilancino per attirare pubblici diversi è la regola) perfino rischiando rispetto al passato: oltre a vecchi navigatori musicali, ci sono vincitori del premio Tenco e addirittura del Mei. Così c'è la rediviva Loredana Bertè che, rilanciata dal successo di quest'estate con il tormentone Maledetto luna park, ha presentato un pezzo, Cosa ti aspetti da me, che porta la firma di Gaetano Curreri e ci sono due esponenti della nuova leva rap, che in questo momento domina la scena musicale, come Ultimo, il rapper romano vincitore dell'ultima edizione delle Nuove proposte, che ha avuto un anno folgorante ed è atteso da impegni live molto pesanti (c'è anche uno stadio Olimpico) che porta una canzone intitolata I tuoi particolari, e come Ghemon, cantautore e rapper in grande esposizione, con Rose viola. Vengono a sorpresa dal profondo mondo indie (stanno festeggiando in tour il decennale del loro album Andate tutti affanculo) gli Zen Circus, band pisana che ha vinto al Mei 2018 e che porterà L'amore è una dittatura.

C'è poi la rivelazione dell'ultimo anno Motta (vincitore dell'ultimo Premio Tenco), con Dov'è l'Italia firmata da Pacifico, e c'è il vincitore di Amici, Irama, con La ragazza dal cuore di latta. Due gli ex vincitori: uno è Simone Cristicchi (con Ti regalerò una rosa nel 2007), dedicatosi negli ultimi anni più che altro al teatro, canterà Abbi cura di me, gli altri sono i ragazzi del Volo che, dopo aver girato per il mondo e aver vinto all'Ariston con Grande amore nel 2015, hanno presentato Musica che resta. Sul fronte dei ritorni risbucano Paola Turci con L'ultimo ostacolo (a due edizioni dall'ultima fortunata partecipazione) e Nek con Mi farò trovare pronto. Fuori dai giri da un po' di tempo era anche Anna Tatangelo che si rifà viva con Le nostre anime di notte. Domani verrà comunicato in diretta, con le stesse modalità, il resto del lotto. L'annuncio, centellinato lungo una diretta che si è conclusa a notte fonda, ha condito questo festivalino, ospitato dal Casinò, che ha come missione di indicare, attraverso il voto combinato fra commissione artistica al 40 per cento e giuria di esperti e televoto al 30, i due giovani che si uniranno al cast dei big. Ieri sera Einar con Centomila volte è stato il prescelto della prima dozzina (sei mesi fa è stato eliminato in finale ad Amici). Una sfilata che ha confermato come il momento musicale generale non sia euforico.
 

 

ALl'ARISTON
Certo, c'è la possibilità che i due vincitori sbarchino all'Ariston con qualcosa di meglio, ma c'è molto velleitarismo e i testi sono tutt'altro che felici. Anche Federica Abbate, che nel suo curriculum comunque ha già qualcosa da raccontare (ha scritto per Fedez, il successo Roma-Bangkok per Baby K, per Fiorella Mannoia, Francesca Michielin, Emis Killa) tutto sommato ha portato una canzone che cede ai luoghi comuni festivalieri (anche se ha vinto il premio della critica). E anche Einar non brilla con il suo pop elettronico. Poi c'è un cantautore classico, Andrea Biagioni, molto minimalista, mentre Marte Marasco punta su un curioso pop cantalenato e ipnotico, il duo Fedrix & Flaw è il più spensierato del lotto, Giulia Mutti, infine, ha un pezzo scorrevole. Nonostante tutto, però, la formula ha permesso di mettere in piedi un meccanismo che funziona. L'ha voluta fortemente Baglioni che ha voluto anche chiamare il conduttore dei conduttori Pippo Baudo (accolto con una standing ovation) in condominio con un giovanotto di belle speranze e vivace come Fabio Rovazzi: il vecchio e il giovane, pronti a scambiarsi battute, funzionano e potrebbero ottenere uno spazio anche in una delle serate della settimana di febbraio.
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Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA