Clan Partenio 2.0, oggi la sentenza
per i quattro del rito abbreviato

Martedì 26 Gennaio 2021 di Alessandra Montalbetti

Clan Partenio 2.0, in arrivo oggi la sentenza per i primi quattro imputati giudicati con il rito abbreviato. Prevista la lettura del dispositivo di sentenza per l'imputato Filippo Chiauzzi, Elpidio Galluccio, Pasquale Nando Bianco, Ferdinando Bianco accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsioni e usura.
Il pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia, al termine della sua requisitoria aveva chiesto 58 anni di carcere per i quattro componenti del sodalizio criminale.
Il pm Simona Rossi, nella sua requisitoria durata oltre tre ore, chiese 20 anni di reclusione per Filippo Chiauzzi difeso dall'avvocato Domenico Dello Iacono, 18 anni di reclusione per Elpidio Galluccio difeso dagli avvocati Carmine Danna e Gerardo Santamaria e 10 anni per i fratelli Bianco, Pasquale Nando e Ferdinando, difesi entrambi dall'avvocato Quirino Iorio. In aula il pubblico ministero Rossi nel corso delle precedenti udienze ha ricostruito l'attività investigativa e come i componenti del Nuovo clan Partenio erano riusciti a creare un nuovo sodalizio criminale dalle ceneri del vecchio clan Genovese.

Il sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia nella sua requisitoria affermò come grazie alla forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà, il clan riusciva a controllare le attività economiche attraverso la gestione monopolistica di settori commerciali ed imprenditoriali tra cui quello relativo alle esecuzioni immobiliari iscritte presso il tribunale di Avellino.

 

Numerose le condotte delittuose contestate ai componenti del clan dedito alla commissione di delitti contro il patrimonio tra cui estorsioni ed usura, senza tralasciare come ritenuto dagli inquirenti l'attività dell'amministrazioni pubbliche, locali e centrali, cercando di condizionarne l'operato. Intanto, nel corso dell'ultima udienza del processo agli altri 22 imputati coinvolti nell'inchiesta principale sul clan, è stata dichiarata inutilizzabile una minima parte delle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche su cui si fonda l'inchiesta condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli. In particolare sono state dichiarate inutilizzabili, nel processo principale sulla consorteria criminale, le intercettazioni effettuate nell'abitazione del boss Galdieri con le quali è stato ipotizzato il voto di scambio elettorale politico-mafioso nelle elezioni del giugno 2018. Processo che vede imputati Pasquale e Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo, Ernesto Nigro, Diego Bocciero, Luigi De Simone, Angelo Genito, Antonio Matarazzo, Giuseppe Moscariello, Ludovico Nittolo, Mario Rosania, Antonio Taccone, Carmine Valente. Ed ancora Giuseppe Giovanni Volpe e Renato Freda, Giuliana Brogna, Giuseppina Nigro, Martino De Fazio, Franco Ambrosone, Giuseppe Durante, Sabino Mariano e Pellegrino Cucciniello.


 

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