Covid, l'anatema di Don Vitaliano:
«Chi non è vaccinato eviti di venire a messa»

Domenica 28 Novembre 2021 di Riccardo Cannavale
Covid, l'anatema di Don Vitaliano: «Chi non è vaccinato eviti di venire a messa»

«Vaccinarsi è un gesto di carità, per cui chi non è vaccinato eviti di venire a messa». L'appello rivolto ai fedeli da don Vitaliano Della Sala, parroco di Capocastello a Mercogliano, è di quelli forti, in linea con la sua espressività. Non ha nulla di ideologico, però. È, secondo il sacerdote, solo un invito al buon senso in un momento in cui, soprattutto nella sua comunità, il virus sta tornando a correre. «Non mi permetto di esprimere giudizi di carattere ideologico specifica don Vitaliano ma il mio è solo un ragionamento pratico. A Capocastello le chiese sono piccole ed allora, sia pure a malincuore, ho invitato i fedeli a pensarci prima di venire a messa. Almeno, se non si è vaccinati e dunque si è più esposti al contagio e alla diffusione, che si evitino le piccole chiese dove inevitabilmente il rischio assembramenti è più elevato». Sa bene don Vitaliano che il suo appello suona come un altolà. Ma ci tiene a specificare che vuole essere solo un invito a vaccinarsi. Sulla scia di quanto, prima di lui, hanno già fatto papa Francesco, il vescovo Aiello e la conferenza episcopale italiana.

«Il mio è solo un modo per sollecitare chi ancora non l'ha fatto a vaccinarsi - precisa il parroco di Capocastello In chiesa bisogna venire e tutti devono stare tranquilli». A Mercogliano, come del resto un po' ovunque, da qualche settimana il virus sta di nuovo diffondendosi senza sosta. Ed in più di una circostanza, ad essere colpiti dal virus sono proprio persone non vaccinate. Parla di responsabilità e fraternità don Vitaliano nell'affrontare il tema vaccini. «La discussione provax novax non mi appassiona, mi piace però pensare che ognuno decida per sé. In chiesa siamo stati esentati dal richiedere il green-pass ai fedeli. Bene: però occorre che siamo tutti più responsabili proprio in forza di tale esenzione. Ci hanno dato fiducia evidenzia don Vitaliano Della Sala -, rispondiamo con carità e tuteliamoci l'uno con l'altro, affrontando fraternamente chi la pensa diversamente da noi».

Ed a proposito di carità, don Vitaliano, che è anche il vicedirettore della caritas diocesana di Avellino, annuncia di aver già avanzato all'Asl la richiesta per poter effettuare la terza dose del vaccino agli ospiti della Casa della Fraternità monsignor Antonio Forte. «Come accaduto con le precedenti dosi, speriamo di poter avere presto un'unità mobile per la somministrazione alle persone ospiti del nostro centro e, allo stesso tempo, a coloro che vengono qui anche solo per il pasto quotidiano. Offriamo a tutti un'opportunità, anche a coloro che magari non hanno troppa voglia di preoccuparsi del vaccino».

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Attualmente sono 27 gli ospiti della struttura di via Morelli e Silvati. Per accogliere anche chi, in questi giorni di freddo, sta bussando alla porta della Casa della Fraternità, sono state allestite delle postazioni con brandine anche nel salone. Oltre agli ospiti che pernottano anche nel entro, ad oggi sono circa cento i pasti caldi che vengono ogni giorno preparati e serviti. Oltre 500, invece sono ormai le famiglie avellinesi a cui, due volte al mese, sono distribuiti i pacchi alimentari, a conferma delle grosse difficoltà che permangono dall'avvio della pandemia. «Per fortuna ci sono anche tanti gesti di carità ricorda don Vitaliano -. Solo qualche giorno ci sono stati donati venti vaccini antinfluenzali per gli ospiti della struttura, segno che c'è chi, oltre a pensare a sfamare chi ha bisogno, si preoccupa anche la salute delle persone, un bel gesto che mi piace sottolineare».

Ultimo aggiornamento: 20:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA