Schianto sulla Statale a Mirabella:
Antonio e Alessio, due vite spezzate

Lunedì 22 Novembre 2021 di Barbara Ciarcia
Schianto sulla Statale a Mirabella: Antonio e Alessio, due vite spezzate

Mancavano ancora pochi chilometri e sarebbero rincasati sani e salvi. Invece, il destino si è messo di traverso lungo la Statale 90 delle Puglie in un tratto stradale, quello di via Pezza del Carro, alla frazione Calore di Mirabella Eclano, tristemente noto per altre sciagure avvenute nel passato.
La maledizione, all'altezza di ponte Caruso, si è ripetuta. Sull'asfalto, alle prime luci dell'alba domenicale, ci sono i corpi, purtroppo straziati dall'impatto fatale, di Antonio Fina, diciannovenne di Montemiletto, e di Alessio Altavilla, ventunenne di Pietradefusi.
I due giovanissimi amici erano a bordo di un maggiolone Volkswagen New Beetle decappottabile di proprietà di un trentenne di Montemiletto, amico di Fina. L'auto, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, è schizzata come un proiettile contro un muretto di cemento, ai margini della carreggiata, di fronte a un noto negozio di ferramenta. I corpi, in parte irriconoscibili, sono stati sbalzati dall'abitacolo ormai ridotto a una poltiglia di lamiere.

A dare l'allarme sono stati alcuni residenti della contrada svegliati, intorno alle 4.30 di ieri mattina, dal botto secco prodotto dallo schianto stradale. Inutili, purtroppo, i soccorsi. Dopo l'arrivo dei militari dell'Arma eclanese e dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Grottaminarda, unitamente alle ambulanze del 118, la Statale delle Puglie è stata interdetta alla circolazione veicolare per consentire la rimozione delle salme e i rilievi tecnici di rito per ricostruire dal dinamica dell'ennesima sciagura avvenuta su un circuito viario irpino. Il maggiolone, forse condotto da Antonio Fina, ha tagliato quella curva insidiosa impattando in maniera devastante contro un muretto di cemento. Il veicolo ridotto a un ammasso di lamiere è stato poi sollevato da un carrello elevatore per essere periziato.
Una collisione micidiale, come ha raccontato più tardi uno dei primi soccorritori, testimone di una disgrazia che ha spezzato due giovanissime vite. I corpi di Antonio e Alessio, coperti da lenzuoli bianchi, sono stati ricomposti dagli addetti di un'agenzia di onoranze funebre della zona solo dopo l'autorizzazione concessa dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Benevento e trasferiti, sempre su disposizione dell'autorità giudiziaria competente, presso l'obitorio dell'ospedale San Pio del capoluogo sannita. Con molta probabilità saranno sottoposti a esame autoptico.

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Gli inquirenti nelle prossime ore raccoglieranno ulteriori elementi utili a fare chiarezza sulle cause dello schianto costato la vita ai due giovanissimi amici di Montemiletto e Pietradefusi. Allo stato si sa dov'erano diretti ma nessuno sa da dove stessero rientrando a quell'ora. A quell'età poi si ha solo la vita davanti, si ha voglia di futuro ed evasione dalla quotidianità. Gli sgambetti della sorte non sono certo messi in preventivo. Le curve che portano fuori strada poco prima dell'alba di un nuovo giorno dovrebbero rimediare qualche graffio e non saldare il conto con una vita già in salita. La magistratura sannita ha comunque aperto un fascicolo di inchiesta a riguardo: è la prassi in queste tragiche circostanze. Si prova a mettere insieme tutti i tasselli per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Antonio, diciannove anni appena, e Alessio, di poco più grande, quelli che hanno preceduto l'impatto letale e dare una spiegazione, semmai fosse possibile, a una tragedia immane. Agli operatori delle forze dell'ordine è toccato il compito più straziante: avvisare le famiglie nel cuore della notte.
Intanto due comunità, Montemiletto e Pietradefusi, sono ammutolite dal dolore. È stato un risveglio agghiacciante anche per la cittadina di Mirabella Eclano, teatro della disgrazia costata la vita a due ragazzi di quel comprensorio. Ogni commento a corredo di una sciagura stradale così devastante è superfluo.
 

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