Usura, condannato pensionato di 81 anni:
​prestava denaro a imprenditori in crisi

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Enrico Marra
Usura, condannato pensionato di 81 anni: prestava denaro a imprenditori in crisi

Condanna per usura per fatti avvenuti nel 2013. Il collegio penale ha inflitto una pena di quattro anni e due mesi e una multa di 8.400 euro ad Alfonso Masone, 81 anni, pensionato, beneventano. I magistrati (presidente Simonetta Rotili, giudici a latere Graziamaria Monaco e Roberto Nuzzo) nel verdetto hanno anche specificato il non doversi procedere nei confronti di quattro parti civili rispetto alle 12 in cui si è ravvisata la colpevolezza dell'imputato. Inoltre l'uomo è stato condannato a una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro a favore della parte civile. Stabilita anche la confisca di beni di cui Masone ha la disponibilità anche per interposta persona per un importo pari a 33mila euro. Il pubblico ministero Donatella Palumbo in una precedente udienza aveva chiesto una condanna a sei anni per Masone.

Il pensionato era stato arrestato nell'ottobre del 2013 in pieno centro cittadino, al corso Garibaldi, pochi minuti dopo aver incassato 500 euro per interessi da un commerciante. Nel corso di perquisizioni furono anche sequestrati 1.250 euro in contanti e 75 pallottole di vario tipo. Le fiamme gialle appurarono che aveva prestato denaro a più persone, per lo più commercianti: ne vennero identificati 12 a cui aveva prestato denaro per un ammontare di oltre 614mila euro. Su questa somma data in prestito aveva incassato interessi per oltre 261mila euro. Gli interessi, per l'accusa, oscillavano tra il 60 e l'80 per cento. Interrogato dal gip Gelsomina Palmieri, l'uomo, allora 73enne, subito dopo l'arresto, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Successivamente beneficiò della misura degli arresti domiciliari. Il sostituto procuratore Flavia Felaco chiese il giudizio immediato e quindi il rinvio a giudizio. Scattò anche un sequestro di beni per un valore di un milione di euro da parte del Tribunale di Benevento. Il provvedimento sanciva il sequestro di tre immobili, due terreni, due autovetture, quote societarie e disponibilità bancarie. Masone fu destinatario del provvedimento di sequestro emanato dalla Procura di Benevento, nell'ambito delle misure di prevenzione previste dal Codice antimafia relativamente a chi abitualmente è dedito a traffici delittuosi e che si ritenga vivano con i proventi di queste attività illecite. Secondo l'accusa, Masone dichiarava di vivere unicamente di redditi di pensione che ammontavano a circa seimila euro l'anno. Contro il provvedimento della Procura fu presentato ricorso dall'avvocato dell'imputato Vittorio Fucci. Il provvedimento fu poi annullato dalla Corte di Appello di Napoli.

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Secondo l'accusa Masone prestava per lo più denaro a imprenditori in forte difficoltà economiche che si rivolgevano al pensionato perché impossibilitati ad accedere a prestiti bancari. Nelle precedenti udienze aveva parlato per conto di una delle vittime di usura, l'avvocato Nicola Covino che aveva chiesto anche una provvisionale di 5mila euro. Ci sono stati diversi rinvii di udienze perché l'imputato aveva esibito certificati medici attestanti le sue precarie condizioni di salute. Poi è stata la volta dei difensori dell'imputato, gli avvocati Vittorio Fucci ed Anna Corraro. Nello scorso mese di giugno Masone per analoga imputazione di usura era già stato condannato a 5 anni di reclusione e a una multa di 9mila euro, mentre altri due imputati erano stati assolti. La sentenza giunge proprio nel momento i cui dati pubblicati sulla criminalità pongono l'usura come uno dei reati maggiormente diffusi nel Sannio, con le forze dell'ordine impegnate a perseguirlo ma di fronte a enormi difficoltà a interrompere quel legame che si crea tra usuraio e vittima. Non a caso di recente la Procura in altro processo per usura ha indagato per favoreggiamento una decina di persone che non avevano collaborato con gli inquirenti.
 

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