Marco Ciriello

Nel giardino delle scrittrici nude

di Marco Ciriello
La critica migliore al Premio Strega viene da un romanzo che non si limita all’attacco, ma immagina un Premio risarcimento, “Il Brivio”, con cinquecentomila euro di posta, e il preciso intento di far emergere libri dimenticati e scrittori trascurati. È tutto “Nel giardino delle scrittrici nude” (Feltrinelli, casa editrice che non partecipa più al Premio Strega, avendone tardivamente scoperto i difetti) di Piersandro Pallavicini, la cui bravura sta nell’uso di ironia e conoscenza dell’editoria e prima ancora della letteratura. Un vero libro dispari che gioca con i grandi difetti del mondo culturale italiano, di fatto sancendone il passaggio da società letteraria a società per azioni. Pallavicini si inventa una scrittrice media (Sara Brivio) che, ricevendo una grande eredità, decide di sovvertire il mondo dei premi culturali, mentre se ne va in giro tra ristoranti stellati e capitali europee comprando prime edizioni autografate di libri amati e opere d’arte contemporanea e ospitando altre due amiche scrittrici Elena e Fanny che, prendendo nude il sole in giardino, la aiutano nel progetto di stravolgimento culturale. In mezzo ci sono vari problemi familiari, una segreta speranza e tante citazioni.   
Martedì 2 Aprile 2019, 12:46
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