«Ma che razza di razza è?» Il felice ritorno di Silvia Roncaglia e Cristiana Cerretti ai Colori del Mondo

Mercoledì 11 Novembre 2020 di Donatella Trotta

Squadra che vince, non si cambia. Con questa convinzione “I nuovi Colori del Mondo”, storica collana per bambini e ragazzi di Città Nuova Editrice in passato diretta dal valente editor e autore Bruno Cantamessa e ora rilanciata, in un passaggio di consegne, con un catalogo rinnovato e ripensato, manda da domani in libreria un fortunato e pluripremiato titolo dei primi Colori del Mondo: Ma che razza di razza è? (pp. 48, euro 10) firmato dalla scrittrice Silvia Roncaglia (nella foto), che è anche l’attuale consulente editoriale, con le evocative illustrazioni dell’artista Cristiana Cerretti. E ora che le elezioni statunitensi hanno sconfitto un grande razzista come il presidente uscente giunge opportuno, nel nostro Paese - su cui ancora grava la colpa di leggi emanate nel 1938, basate su un principio di discriminazione - il ritorno di un fresco e agile librino per bambini, dai sei anni in su, che ai piccoli parla con semplicità di cose grandi: come l’insensatezza (astorica, isterica e molto pericolosa) del concetto, anche scientificamente superato, di “razza”.

Va ricordato che questo libro, vincitore nel 1999 del Premio per l’Ambiente nella sezione inediti, fu stampato nel 2000 proprio nel catalogo storico di Città Nuova, fortemente voluto da Cantamessa che oltre ad essere un fine intellettuale ha anche il dono/fiuto del talent scout: e in effetti, quel titolo da allora ne ha fatta, di strada, e tanta. Insignito del prestigioso riconoscimento “The White Ravens” della Internationale Jugend Bibliothek (Munchen, 2001) e della menzione d’onore del premio Grinzane Cavour, non poteva certo restare nell’oblio dei fuori catalogo. Di qui la scelta di ripescarlo e riproporlo, con la mano delle due stesse autrici ma con testo rivisto e illustrazioni nuove: come è giusto che sia, dopo vent’anni in cui sono accadute tante cose. Il messaggio interculturale, antirazzista e alieno da ogni discriminazione — sotteso con delicatezza al testo e alle immagini — resta tuttavia invariato, nella storia del bambino Pino, che attraverso un documentario sul pianeta Terra mostrato dalla loro maestra in classe arriva a comprendere che la biodiversità riguarda anche gli umani: tutte creature di tanti colori, lingue e fisionomie diverse ma ciascuno appartenente in fondo ad un’unica famiglia, l’umanità.

Un fratellino pieno di domande, una ricerca scolastica sulle diverse etnie umane commissionata dopo aver visto il documentario sulla Terra e la consapevolezza che pure la propria pelle chiara come quella di Pino, se esposta al sole può diventare più scura, sono alcuni degli ingredienti del racconto che il tratto morbido e poetico degli acquarelli di Cerretti rendono accattivante la storia. Bella anche la veste grafica che caratterizza la collana, in carta riciclata (per il minor impatto ambientale) ma bianca, per preservare la ricchezza cromatica delle illustrazioni che dialogano paritariamente con il testo: composto in carattere minuscolo di facile leggibilità, con criteri (come l’immancabile segnalibro da ritagliare che connota la collana) e accorgimenti per una lettura agevolata. Roncaglia, collaudata scrittrice modenese per l’infanzia dopo una formazione da maestra e donna di teatro, ha pubblicato più di cento libri con le maggiori case editrici italiane, vincendo molti premi per le sue storie intrise di umorismo, giochi di parole e poesia che sanno intrecciare con leggerezza impegno e tematiche forti con la ludica magia della fantasia: la stessa che anima le sue presentazioni, tra letture animate e spettacoli. Nel libro l’affianca con sintonia Cerretti, artista torinese di lungo corso, docente di illustrazione all’Accademia di Arti e Nuove Tecnologie di Roma e OfficinaB5 e illustratrice dipiù di sessanta libri, alcuni dei quali menzionati dalla Jugend Bibliothek di Monaco, tra i quali L’anno del girasole pallido, che nel 2012 ha vinto un riconoscimento internazionale: the European Breast Cancer Arts and Humanities Award.

Opportuno segnalare infine che Ma che razza di razza è?, già segnalato per il suo messaggio di uguaglianza in tema di intercultura, è stato rivisto e rinnovato alla luce delle ultime scoperte in campo genetico e al conseguente superamento del concetto di razza.

 

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