Croazia "toglie" il gas all'Italia, Zagabria aumenta la produzione nell'Adriatico

Martedì 23 Agosto 2022, 10:48 - Ultimo agg. 24 Agosto, 10:06
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La Croazia continua a estrarre gas dall'Adriatico, tanto che è pronta ad aumentare la produzione. L'Italia invece no. Perché è vietata l’esplorazione di idrocarburi nell’Adriatico e diversi giacimenti non hanno ottenuto le autorizzazioni prima del divieto (e quindi sono fermi). A imporlo l’articolo 8 della legge 6 agosto 2008, n. 133, che prevede il "divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle acque del golfo di Venezia". Per quale ragione? La subsidenza, ovvero l'abbassamento del suolo. L'estrazione di gas potrebbe causare questo effetto. Ma c'è chi nota che quei giacimenti, tutti lontani dalla costa, è difficile che determinino una conseguenza del genere.

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Croazia "toglie" il gas all'Italia: il piano di Zagabria

Zagabria ha, prima di tutto, in programma di investire 180 milioni di euro per costruire un nuovo gasdotto che collegherà le città di Zlobin e Bosiljevo, nel nord-ovest della Croazia. Sarà così aumentata la capacità di produzione sull'isola adriatica settentrionale di Krk da 6,1 miliardi di metri cubi (bcm) di gas all'anno (da 2,6 miliardi di bcm). Il ministro croato dell'Energia Davor Filipovic ha affermato che il governo ha preso una decisione strategica per garantire l'approvvigionamento di gas, ma anche per posizionarsi come leader energetico nella regione. Questo quanto riferito l'agenzia di stampa statale Hina.

 

Il governo utilizzerà i fondi dell'Unione Europea per finanziare i progetti, insieme agli stanziamenti dal bilancio statale, ha affermato Filipovic. Il terminale galleggiante di GNL sull'isola di Krk, entrato in funzione nel gennaio 2021, ha diversificato la fornitura per la Croazia, che fino ad allora faceva affidamento sul gas russo e sulla propria produzione, ma anche per alcuni altri paesi dell'Europa centrale tra cui l'Ungheria.

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I giacimenti italiani bloccati

Il gas non estratto nell’Adriatico è stimato in alcune decine di miliardi di metri cubi complessivi. Due sono le piattaforme che potrebbero produrne fino a 1,5 miliardi di metri cubi di gas, ma sono bloccate. Si chiamano Giulia 1 e Benedetta 1. La prima è stata costruita nel 1980, Benedetta 1 nel 2006. Non fruttano, però, nemmeno un metro cubo di gas all’anno: entrambe sono a meno di 12 miglia di distanza dalla costa, in una fascia dove non è possibile ottenere nuove autorizzazioni per l’estrazione. E questi giacimenti non le hanno ottenute entro il 2010, anno dopo il quale è stato introdotto il divieto di esplorare per trovare gas a poca distanza dalla costa.

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