CORONAVIRUS

Fmi taglia le stime del Pil dell'Italia: «Nel 2020 -12,7%. Virus colpo catastrofico per il lavoro»

Mercoledì 24 Giugno 2020
Fmi: «Deficit Italia al 12,7% del Pil nel 2020. Coronavirus colpo catastrofico per il mercato del lavoro»
Deficit italiano al 12,7% del Pil nel 2020, secondo la stima del Fondo monetario internazionale, con il Coronavirus che è stato un colpo catastrofico per mercato del lavoro. Il deficit italiano per il 2020, dunque dovrebbe aumentare al 12,8% del prodotto interno lordo. È quanto sostiene il Fondo monetario internazionale nell'aggiornamento del World Economic Outlook. Ad aprile, il Fondo aveva previsto un rapporto deficit/Pil pari all'8,3%. Il Fondo prevede che il debito pubblico come percentuale del Pil dovrebbe dunque salire al 166,1% quest'anno (+10,6% rispetto alle previsioni di aprile) . Il rapporto deficit/Pil dovrebbe assestarsi al 7,0% nel 2021 (-3,5% rispetto ad aprile) portando a un miglioramento del rapporto tra debito pubblico e Pil che scende al 161,9%.



Fmi: con pandemia nel 2020 per Italia debito al 166,1%. Per via delle ripercussioni del lockdown e degli interventi per attenuare gli effetti della pandemia nel 2020 il debito e il deficit dei conti pubblici italiani balzeranno dal 134,8% del 2019 al 166,1% del pil per poi scendere leggermente al 161,9% nel 2021. Sono le nuove stime dell'Fmi nel World Economic Outlook che vede il deficit al 12,7% del pil quest'anno (in netto peggioramento rispetto all'8,3% della stima di aprile) per attestarsi al 7,0% nel 2021 (valore doppio rispetto ad aprile). Ma il peggioramento riguarda tutti i paesi dell'Eurozona, dalla Francia che quest'anno balzerà al 125,7% del Pil, alla Spagna (123,8%) e alla Germania dovre crescerà di 16 punti sul 2019 ma mantenendosi al 77,2%. Fra 30 e 32 punti di aumento del rapporto debito/Pil anche per Stati Uniti (dove arriverà al 141,4%) e Giappone, dove balzerà al 268%.

Fmi: coronavirus colpo catastrofico per il mercato del lavoro. La crisi innescata dal coronavirus è un colpo «catastrofico» sul mercato del lavoro mondiale. Lo afferma il Fmi, sottolineando che «alcuni paesi (soprattutto l'Europa) sono riusciti a contenere le ricadute con efficaci piani di breve termine». Il Fondo quindi cita i dati dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro: il calo delle ore lavorate nel primo trimestre rispetto al quarto trimestre del 2019 equivale alla perdita di 130 milioni di posti di lavoro. Il calo del secondo trimestre equivale a 300 milioni di posti.

 

La peggiore recessione


Il 'Great Lockdown' deciso per contenere il coronavirus ha «salvato vite umane ma ha anche innescato la peggiore recessione dalla Grande Depressione», con l'economia mondiale prevista contrarsi nel 2020 del 4,9%, più di quanto previsto in aprile. A complicare il quadro è una ripresa più lenta delle attese, con una crescita attesa al 5,4% il prossimo anno. È la fotografia scattata dal Fmi nell'aggiornamento del World Economic Outlook.

Le stime «implicano una perdita complessiva per l'economia mondiale di oltre 12.000 miliardi di dollari» fra il 2020 e il 2021, avverte Gita Gopinath, il capo economista del Fondo mettendo in guardia sulla «forte incertezza» che domina sulle previsioni. Parlando di una crisi e di una ripresa «senza precedenti», Gopinath parla anche di una «forte incertezza» sulle previsioni: ammettendo che gli oltre 10.000 miliardi di dollari di interventi pubblici a livello mondiale hanno aiutato, il capo economista del Fmi invita la politica a essere vigile e adattarsi alla situzione che si evolve senza perdere di vista il debito pubblico che, a livello globale, è atteso superare il picco del post Seconda Guerra Mondiale.


 
Ultimo aggiornamento: 17:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA