Superbonus 110%, prorogato al 2022 anche per le villette ma con tetto Isee a 25mila euro. Reddito di cittadinanza tagliato dopo due lavori rifiutati

Pronta la manovra, sussidio tagliato dopo il rifiuto di due offerte di lavoro. Efficienza energetica, tetto di 25mila euro . Arriva anche lo stop definitivo al cashback

Mercoledì 27 Ottobre 2021
Superbonus 110% prorogato anche per le villette

Il Reddito rifinanziato con un miliardo di euro in più rispetto a quest’anno, ma con paletti più rigidi per chi rifiuta il lavoro. Il Superbonus al 110 per cento confermato anche per le villette e le case unifamiliari, ma solo per chi ha un reddito ai fini Isee inferiore a 25 mila euro. Per i condomini la proroga sarà fino a tutto il 2023. Un bonus facciate ridotto al 60 per cento, anche se c’è chi spinge per portarlo almeno al 70 per cento. La pensione a 64 anni con 38 di contributi, ma solamente per un anno. E, infine, lo stop definitivo al cashback nel 2022 dopo il congelamento di sei mesi già deciso dal governo. 

 

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Manovra, tutte le novità

La manovra per il 2022, la prima che sarà firmata dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco, ha preso ormai la sua forma definitiva. Il provvedimento sarà licenziato dal consiglio dei ministri già nella giornata di oggi, molto probabilmente insieme al disegno di legge sulla concorrenza, altro provvedimento considerato politicamente delicato.

 

 

 

Reddito di cittadinanza

Per quanto riguarda il Reddito, il Movimento Cinque Stelle ha dato un via libera «con riserva» alla proposta di rimodulazione avanzata da Draghi e Franco. proposta che prevede un taglio agli assegni già alla seconda proposta di lavoro congrua rifiutata. Oggi, al contrario, i beneficiari del sussidio, che quest’anno stando alle previsioni costerà allo Stato circa 9 miliardi di euro, ovvero due in più dello scorso anno, perdono il diritto alla prestazione solo dopo aver detto no a tre proposte di contratto. Il cambio di rotta, suggerito dal ministro dell’Economia, punta ad abbattere la spesa per la misura dei Cinquestelle, che oggi accoglie circa 3 milioni di persone, di cui un terzo è ritenuto occupabile. Ma non solo. Verranno inaspriti anche i controlli alla fonte, ossia a sussidio ancora da erogare, per contrastare i furbetti che cercano di accedere al beneficio pur non avendo i requisiti richiesti. Tradotto: basta percettori del reddito di cittadinanza con la supercar in garage o la villa al mare. Il cavallo di battaglia dei pentastellati toglie risorse, e dunque ossigeno, ad altri interventi, per le pensioni e non solo. L’obiettivo dell’operazione è di riportare la spesa per il sussidio sui livelli del 2020, quando aveva superato di poco i 7 miliardi di euro. A settembre l’importo medio versato ai beneficiari del reddito di cittadinanza è stato pari a 578 euro. Al lordo delle somme erogate per la pensione di cittadinanza, la misura è costata quasi 18 miliardi di euro finora, di cui 730 milioni solo a settembre. La platea dei percettori del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza è composta attualmente da 2,5 milioni di cittadini italiani, 308mila cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue e circa 116mila cittadini europei: nei primi nove mesi del 2021 sono stati quasi 90 mila i nuclei che si sono visti revocare l’aiuto, mentre le decadenze sono state 243mila.

 

Superbonus

Per quanto riguarda il Superbonus, altro capitolo centrale della manovra, l’incentivo al 110 per cento per l’efficientamento energetico e quello per il consolidamento sismico (sismabonus), saranno confermati fino alla fine del 2022. Non tutti però, potranno beneficiarne. Sarà infatti introdotto un tetto all’Isee di 25 mila euro per i beneficiari. L’intenzione del ministero del Tesoro è quello di avviare un decalage dei bonus edilizi. Proprio per questo il bonus sulle facciate, oggi al 90 per cento, sarà prorogato per un altro anno, ma l’aliquota dello sconto fiscale scenderà al 60 per cento. Sarà anche confermato, da quanto si apprende, il meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito alle banche. Due strumenti che hanno permesso fino ad oggi alle agevolazioni di funzionare bene. Gli altri capitoli restano confermato. Ci sarà un fondo per il taglio delle tasse di 6 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno altri 2 miliardi già accantonati nel fondo taglia-tasse. Circa un miliardo sarà quindi usato per eliminare l’aggio dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione, la vecchia Equitalia. Il resto servirà a ridurre il cuneo fiscale. In che modo, però, sarà deciso durante l’iter parlamentare. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA