CORONAVIRUS

Lotta al Covid, la Asl di Frosinone avvia la cura sperimentale con il plasma dei pazienti guariti

Sabato 25 Aprile 2020 di Pierfederico Pernarella
Lotta al Covid, la Asl di Frosinone avvia la cura sperimentale con il plasma dei pazienti guariti

Sta per entrare nel vivo la fase operativa della cura dei pazienti affetti da coronavirus con il plasma di quelli guariti. La terapia, già sperimentata con successo in alcuni ospedali del Nord Italia ma anche in Cina, verrà applicata ai pazienti più gravi ricoverati in terapia intensiva.

La Asl di Frosinone ha perfezionato con la Pantec srl, un’azienda di Torino, l’acquisto dei kit che servono a stabilire la quantità degli anticorpi nel plasma nei pazienti guariti dal Covid e per quindi riutilizzarlo come cura sperimentale e alternativa.

L’acquisto comprende 30 kit per gli anticorpi IgG (ossia quelli più “aggressivi” perché prodotti quando l’infezione è ancora in corso) e altrettanti per gli anticorpi IgM (quelli prodotti quando l’infezione è stata superata).

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Test a tappeto - La cura con il plasma procede parallela alla campagna a tappeto di test sierologici (che va precisato hanno un valore solo epidemiologico: cioè sono utili, attraverso la presenza o meno degli anticorpi al Covid, a verificare la diffusione del virus) per le categorie prioritarie individuate dal Ministero della Salute: personale sanitario, appartenenti alle forze dell’ordine e anche o i pazienti guariti da Covid che possono offrire, con gli anticorpi contenuti nel plasma, una cura per combattere il virus.

L’acquisto dei 60 kit consentirà alla Asl di Frosinone di lavorare su 6mila test sierologici. Ogni kit, che può essere utilizzato, per 100 test sierologici, costerà alla Asl 1.100 euro. La spesa complessiva con l’IVA ammonta a circa 80mila euro. L’azienda sanitaria è riuscita ad ottenere dalla ditta torinese la concessione gratuita dell’analizzatore il cui noleggio sarebbe costato 450 euro al mese.

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Cure perfezionate - La cura con il plasma sarà avviata in maniera sperimentale per testarne sul campo l’efficacia, soprattutto in quei pazienti in cui l’infezione assume sintomi più gravi. Attualmente l’indice di pazienti nel reparto di Malattie Infettive si è sensibilmente abbassato rispetto al momento clou dell’emergenza.

Un calo dovuto in parte al lockdown, ma anche al perfezionamento delle cure. Si è visto infatti che le conseguenze più gravi dipendono da una violenta reazione infiammatoria che provoca vere e proprie trombosi. Si è quindi cominciato a somministrare farmaci antinfiammatori da subito, alla comparsa dell’infezione, senza aspettare un aggravamento come si è fatto all’inizio e questo, in buona parte dei casi, ha attutito la forza dell’infezione.

Ultimo aggiornamento: 29 Aprile, 09:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA