L'Irpinia reinventa il turismo balneare
Blu, salottino extralusso a filo d'acqua

Beach Luxury Unit, premiata al Sun di Rmini tra le dieci idee più promettenti del turismo balneare. Il modulo galleggiante è progettato dalla startup irpina Iavarone Wood Technology
di Cristian Fuschetto

Che l’innovazione sgretoli i luoghi comuni è nell’ordine delle cose. Che il concept che promette di reinventare il turismo balneare del 2018 arrivi dall'entroterra irpino, un po’ di sorpresa la fa lo stesso. Ebbene sì, secondo esperti e operatori del settore riuniti a Rimini lo scorso 12 ottobre in occasione del SUN 2017, la fiera internazionale del turismo balneare, a dettare il trend della vita da spiaggia di alta gamma sarà una soluzione sviluppata da una startup di Calitri, comune di 4mila anime ai confini della Basilicata altrimenti noto per l’immaginifico Sponz Fest del maestro Capossela. Premiato come uno dei dieci progetti più inovativi, Beach Luxury Unit è un "modulo balneare galleggiante" hi-tech pensato per garantire ai vacanzieri più esigenti il confort e la riservatezza di una barca di lusso pur rimanendo a pochi metri dalla spiaggia. A svilupparlo è la Iavarone Wood Technology, ramo orientato ai mercati di frontiera per dir così di "Iavarone Legnami", gruppo napoletano specializzato nella lavorazione del legno con braccio di produzione presso la zona industriale del comune irpino. 
 
 


Un salottino di lusso a filo d'acqua
Materiali eco-compatibili, doccetta d’acqua dolce, ghiacciaia, tende a vela avvolgibili, scaletta, aree prendisole con cuscini, tutto è pensato per restituire l’esperienza di essere in un salottino di lusso a filo d’acqua. «Blu - spiega Luigi Iavarone, amministratore della IWT - va nella direzione del turismo esperienziale. E' pensato per condurre il turista in contesti paesaggistici di pregio e ampliarne la percezione del contesto. Per questo guardiamo a interlocutori già fortemente caratterizzati come strutture ricettive con target di alto livello».  
Il modulo è costituito da due parti, una parte sommersa con caratteristiche proprie dell´ingegneria navale per garantire massima stabilità e sicurezza, e una parte emersa in larice siberiano ispirata al design degli arredi nautici con spazi minimi e spiccata ergonomia delle forme. In un'ottica di sostenibilità ecologica e di risparmio, le dimensioni sono state ponderate assicurando ovunque la trasportabilità del modulo, preassemblato in cantiere. Per ora è prevista la produzione di due modelli di Beach Luxury Unit, rispettivamente in due dmensioni: per due e per quattro persone (la prima da 6 metri per 3, la seconda da 3.50 metri 3.50). Il costo medio si aggirerà intorno ai 22 mila euro. 
 
Verso resort esclusivi (con un occhio al Lago di Conza) 
Per il lancio sul mercato, previsto il prossimo anno, la IWT punta di posizionare le prime sei Blu Luxury Unit in altrettante strutture turistiche di alto livello tra Liguria, Sardegna, Malesya, Caraibi, Indonesia. «Accanto a queste soluzioni - aggunge Luigi Iavarone - intendiamo utilizzarlo anche sul Lago di Conza. Sarebbe bellissimo, visto che nasce qui e che questo territorio forse più di altri esalta le scelte ecologicamente compatibili. Noi miriamo a poter garantire un uso diverso dell’acqua, per fini balneari o naturalistici. In quest'ultimo solco si inserisce il progetto Lago di Conza». 
 
Imprese in rete per rivalutare il castagno campano
Oltre che in larice, la IWT progetta la realizzazione di Blu anche in lamellare di castagno campano. La Campania è infatti la seconda regione italiana, dopo il Piemonte, per superficie di boschi di castagno. In collaborazione con la facoltà di Agraria di Portici della Federico II e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Salento, imprendiotri e istituzioni stanno lavorando da alcuni mesi alla certificazione della produzione del lamellare di castagno per uso strutturale, il che rappresenterebbe il primo tassello del progetto "Filiera Legno Campania" inserito anche all’interno della Strategia del Progetto Pilota Alta Irpinia. Oltre alla IWT, sono due le aziende coinvolte nel progetto Filiera, la Rubner HolzBau Sud (gruppo Rubner) e la società agricolo-forestale “Il Pilaccio”. Sul fronte istituzionale hanno aderito il Comune di Calitri, Confindustria Avellino e Federlegno Arredo. «Oggi in Italia questa tipologia di prodotto non è utilizzata – conclude Iavarone – sebbene vi siano estesi boschi siamo grandi importatori di legno. Stiamo lavorando anche al recupero di aree agricole abbandonate per impiantare piantagioni adatte all’industria biochimica, come cardo, ginestra, pioppo». 
 
Martedì 24 Ottobre 2017, 17:33 - Ultimo aggiornamento: 24-10-2017 18:38
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