CORONAVIRUS

Coronavirus, 20mila assunti negli ospedali. Ipotesi hotel requisiti per le quarantene

Sabato 7 Marzo 2020 di Mauro Evangelisti
Coronavirus, 20mila assunti negli ospedali. Ipotesi hotel requisiti per le quarantene

I numeri dei contagiati e, soprattutto, dei pazienti ricoverati che necessitano di un posto in terapia intensiva sta aumentando rapidamente. Sarà necessario altro tempo per vedere gli effetti delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus decise dal Governo. Nel frattempo bisogna organizzare gli ospedali, potenziarli per evitare che crolli il sistema, perché se quello che sta succedendo in Lombardia, e in parte anche in Emilia e in Veneto, dovesse arrivare con le stesse dimensioni anche negli altri territori, gli effetti potrebbero essere devastanti. Per questo al consiglio dei ministri è arrivato il Decreto che prevede, in totale, 20mila assunzioni tra medici, infermieri e personale ausiliario (oss, operatori socio sanitari).

Coronavirus, Alessio D’Amato: «Nel Lazio siamo pronti anche con 1.500 contagi»

Sarà investito un miliardo di euro, da recuperare nell'ambito dello stanziamento da 7,5 miliardi deciso dal Governo per far fronte all'emergenza Covid-19. Obiettivo: aumentare del 50 per cento i posti di terapia intensiva, raddoppiare quelli di malattie infettive e pneumologia. Bloccati i ricoveri non urgenti, incentivi per la produzione di mascherine e dispositivi sanitari. I medici potranno lavorare in deroga al loro orario e avranno aumenti del 50 per cento dei pagamenti degli straordinari. Spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Il governo italiano nel decreto mette un ammontare di risorse ancora molto significativo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale». Precisa: «È del tutto infondata la notizia di un commissariamento delle Regioni: lavoriamo gomito a gomito con le Regioni nella gestione dell'emergenza coronavirus». C'è però un problema enorme: correre più velocemente della diffusione del contagio, perché attivare nuovi posti letto di terapia intensiva e assumere nuovi medici è una mossa che deve arrivare prima del picco di pazienti gravi contagiati dal coronavirus. E nel testo del decreto si parla anche del potere assegnato ai prefetti di «requisire strutture alberghiere idonee ad ospitare persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare», quando il periodo di quarantena non si possa trascorrere a casa.
 

IN CORSIA
Per quanto riguarda i medici, si tratta di una partita molto complicata, visto che da mesi in Italia si parla della carenza nelle varie specialistiche. Prima voce: 10.000 nuovi infermieri, seconda 5.000 medici specialisti per i quali si attingerà da diversi bacini. Si punta a richiamare quelli andati in pensione (il limite di età è 70 anni), ma anche ad attingere dagli specializzandi al terzo anno. Non solo: i laureati ancora senza specializzazione potranno esse messi in campo per coprire posti in mansioni in cui hanno sufficienti competenze, in modo da liberare professionalità per la prima linea. Ci sarà lo scorrimento delle graduatorie, verranno conferiti incarichi di lavoro autonomo, saranno incrementato le ore di specialistica ambulatoriale. In sintesi: c'è una emergenza, sta arrivando uno tsunami come ogni tanto si è ripetuto con una formula approssimativa, serve una risposta la più rapida e massiccia possibile, tanto che si punterà anche sul coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei volontari. Nel testo del decreto si parla espressamente di «incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore ai sei mesi, prorogabili in ragione del perdurare dello stato di emergenza» ad infermieri, operatori socio sanitari e a medici specialisti, tra i tanti reparti, in anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore, malattie dell'apparato respiratorio, malattie infettive e tropicali, medicine d'emergenza. Inoltre «gli incarichi possono essere conferiti anche ai laureati in medicina e chirurgia, anche se privi di cittadinanza italiana, abilitati all'esercizio della professione medica secondo i rispettivi ordini di appartenenza».
Altro punto importante: per la durata dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, i laureati in medicina e chirurgia abilitati, «anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono assumere incarichi provvisori o di sostituzione di medici in medicina generale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica». L'obiettivo è concentrare le forze sulla risposta al Covid-19, recuperando professionalità e coprendo posti non in prima linea con i neo laureati.

TERRITORIO
Per quanto riguarda una prima distribuzione dei nuovi arrivi, in Lombardia sono previsti 570 medici, 150 infermieri e 500 Oss; in Emilia-Romagna 250 medici e 600 infermieri; in Piemonte 700 medici, 2.200 infermieri e altrettanti Oss, in Sicilia 900 specialisti e mille infermieri; in Puglia 400 medici, 900 infermieri e 400 Oss. E il Lazio? 474 unità, fra cui 50 anestesisti, 270 infermieri, 12 pneumologia, 18 infettivologi, 12 cardiologi, 20 medici dell'emergenza, 12 radiologi e 80 Oss.
 

Ultimo aggiornamento: 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA