CORONAVIRUS

Covid, Rt alto nelle regioni con pochi casi: anomalia Umbria, meglio la Lombardia

Sabato 30 Maggio 2020 di Mauro Evangelisti

Lo strano caso dell’Rt (l’indice di trasmissione del virus): nelle ultime rilevazioni dell’Istituto superiore di sanità non c’è solo l’anomalia del Molise che, pure in presenza di pochi casi, ha un indice di Rt di 2,2, ma torna a essere vicino a 1 (valore considerato a rischio) l’Umbria, un’altra regione dove in realtà la circolazione del virus è bassissima. Sempre attorno all’1 anche il Friuli e la Provincia autonoma di Trento. La Lombardia, dove ogni giorno si registrano due terzi dei casi italiani, paradossalmente invece ha un Rt più basso, attorno allo 0,7.

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Questa rilevazione sta creando imbarazzi, però per gli esperti non ci sono misteri: dove il virus circola meno, è possibile che un lieve scostamento, qualche caso in più del solito, faccia andare alle stelle l’Rt e dal Ministero della Salute ripetono sempre che è solo uno dei 21 indicatori per valutare l’andamento dell’epidemia regione per regione. Precisa l’Istituto superiore di sanità: «Quando il numero di casi è molto piccolo, alcune Regioni possono avere temporaneamente un Rt maggiore di 1 a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo rappresenti un elemento preoccupante».

Tutto ciò premesso,  i dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità sono comunque sorprendenti. Il Molise, a causa di un focolaio sviluppatosi in un funerale e ormai circoscritto, ha visto schizzare l’Rt a 2,2. Ma se si osserva il grafico dell’Iss si scopre che anche l’Umbria, già chiamata in causa due settimane fa (e ci fu la reazione molto dura della Regione) ha l’Rt a 0,94 come valore medio, oscillando tra 0,57 e, addirittura, 1,41. A 0,9 come valore medio anche il Friuli-Venezia Giulia, con una punta massima di 1,16. La Provincia autonoma di Trento è a 0,88, ma con un valore massimo stimato sopra 1. La Lombardia, al contrario, è a 0,75, il Lazio a 0,74.
 

Per comprendere meglio che cos’è l’Rt meglio affidarsi alla definizione dell’Iss: «Il numero di riproduzione netto Rt indica il numero medio di infezioni secondarie generate da una persona infetta a una certa data, ed è una grandezza fondamentale per capire l’andamento dell’epidemia. Se Rt ha un valore inferiore alla soglia critica di 1, il numero di nuove infezioni tenderà a decrescere tanto più velocemente quanto più è lontano dall’unità. Per contro, quanto più Rt supera 1, tanto più rapidamente aumenterà il numero dei contagi. Un valore di Rt sopra la soglia, anche in presenza di un numero basso di casi, è un campanello di allarme sull’andamento epidemico». Nel report pubblicato on line l’Istituto superiore di sanità dice anche altro: «Tutte le regioni hanno visto un decremento dei casi nell’ultima settimana tranne la regione Puglia (incremento dovuto ad attività di screening e all’identificazione e indagine di due focolai) e la regione Basilicata (passata da 6 a 8 casi per settimana)».

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA