«Vuoi laurearti? Resta nuda sotto la toga»: nei guai un professore universitario

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di Lino Campicelli

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Duplice tentativo di concussione, molestie con abuso di potere e di autorità, violenza sessuale e abuso d'ufficio per aver alterato l'esame di una studentessa alla quale aveva aumentato il voto, fissato in trenta e lode, rispetto a quello (di 28) che le aveva assegnato altro docente. Il tutto all'interno di morbose passioni nutrite nei confronti di quattro giovani donne. Nell'Università degli Studi Aldo Moro, Dipartimento di Taranto, è successo anche questo, in un periodo compreso fra il 2012 e il 2016. Sott'accusa, nel procedimento aperto dal sostituto procuratore della Repubblica Antonella De Luca, figura un docente universitario di 73 anni, ora abbondantemente in pensione.

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Gli allucinanti approcci sessuali, di cui si sarebbe reso responsabile il professore, sono agganciati agli atti del procedimento che la dottoressa De Luca ha condotto nel riserbo più assoluto. Si tratta di atti arricchiti dalle indagini della polizia giudiziaria, dalla documentazione dell'Università degli Studi di Bari acquisita nel 2017, da un rapporto dei carabinieri di Leporano datato novembre 2017, da una querela presentata dallo stesso docente nel gennaio 2018 e da altro materiale probatorio.

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Del docente universitario la pubblica accusa ha già chiesto il rinvio a giudizio. Il caso sarà ora esaminato dal giudice della preliminare di Taranto. Quattro le studentesse universitarie che la dottoressa De Luca ha già identificato e indicato come persone offese. Tuttavia, parte offesa nel procedimento figura anche l'Università degli Studi Aldo Moro, Dipartimento di Taranto, la cui immagine ha evidentemente risentito della serie di episodi squallidi di cui sono rimaste vittime le studentesse, il primo dei quali risale al 2012.

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In quella circostanza, nel mirino del professore era finita una studentessa che oggi ha 27 anni. La ragazza era stata invitata a raggiungerlo a ricevimento privato nel suo studio, minacciandola di non farle superare l'esame se si fosse rifiutata. Nella circostanza, avrebbe tentato di avere benefici a sfondo sessuale, che non si erano concretizzati per l'opposizione della vittima. Quest'ultima era stata costretta a restare nello studio del prof con la porta chiusa a chiave, e a soggiacere alle avances verbali dell'uomo, messe a segno anche con l'uso di espressioni volgari.
Alle rimostranze della giovane, il docente l'avrebbe aggredita ancora verbalmente: «Non fare la stronza che ti denuncio, facendo credere che hai compiuto atti osceni in luogo pubblico».

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A questo episodio, secondo la ricostruzione accusatoria, ne sono seguiti altri quattro, ai danni di tre studentesse diverse. Ai danni di una, nel luglio 2013, l'accusa pubblica parla di atti di palpeggiamenti al seno e di inviti alla giovane di «recarsi nello studio di Bari per la correzione della tesi in abiti succinti», preferibilmente in bermuda e maglietta color salmone. Sempre ai danni della stessa ragazza, che oggi ha trent'anni, il prof avrebbe rivolto l'invito, se voleva laurearsi, di presentarsi in sede di laurea «completamente nuda, indossando la sola toga». La donna, però, si era ribellata e si era rivolta a un'assistente universitaria.

Altri due episodi sono datati marzo e settembre 2016. Nel primo, il prof è accusato di aver molestato sessualmente una studentessa di 26 anni. Nel secondo, ai danni di una 24enne, è accusato di aver mostrato interesse nei suoi confronti, di aver esternato complimenti fisici del tutto fuori luogo e di non essersi astenuto dall'esaminarla, modificando anzi il voto finale in sede di esame, che era stato diretto da altro docente.
Ovviamente, il prof (difeso dall'avvocato Salvatore Maggio) respinge qualsiasi tipo di approccio illecito con le studentesse, lamentando un complotto ai suoi danni.
Giovedì 9 Maggio 2019, 10:11 - Ultimo aggiornamento: 09-05-2019 16:54
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