Riscaldamento terrestre, si svuotano i giacimenti di metano delle zone artiche

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Franca Giansoldati
Riscaldamento terrestre, si sciolgono anche i giacimenti di metano nelle zone artiche

Pessime notizie sul fronte del climat change. Il progressivo riscaldamento terrestre che sta causando lo scioglimento del permafrost e dei ghiacci nelle zone artiche sta facendo rilasciare le prime perdite di metano congelato. A darne notizia è il Guardian che si fa interprete della preoccupazione degli scienziati ormai concordi nel ritenere che i depositi di metano congelati nell'Oceano Artico - noti come i "giganti dormienti del ciclo del carbonio" - hanno iniziato ad essere rilasciati su una vasta area al largo della costa orientale siberiana.

Gli strumenti di rilevamento hanno registrato altissimi livelli di questo gas ad una profondità di 350 metri nel Mare di Laptev, vicino alla Russia. I ricercatori affermano che potrebbe essere stato innescato un nuovo ciclo di feedback climatico tale da accelerare il ritmo del riscaldamento globale, tenendo conto che il metano è uno dei responsabili dell'effetto serra.

 

I sedimenti nell'Artico contengono un'enorme quantità di metano congelato e altri gas. Il metano ha un effetto di riscaldamento 80 volte più forte dell'anidride carbonica. Il Servizio geologico degli Stati Uniti ha elencato il metano congelato come uno dei quattro scenari più gravi per un brusco cambiamento climatico.

Il team internazionale a bordo della nave da ricerca russa R/V Akademik Keldysh ha confermato che la maggior parte delle bolle si sta attualmente dissolvendo nell'acqua, ma i livelli di metano in superficie sono da quattro a otto volte superiori a quanto ci si aspetterebbe normalmente e questo si sta disperdendo nell'atmosfera. In questo momento è improbabile che ci sia un impatto importante sul riscaldamento globale, ma il punto è che questo processo è stato innescato.

Ultimo aggiornamento: 16:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA