Napoli, dopo 60 anni torna a vivere la chiesa Stella Maris di piazzetta Grande Archivio

Sabato 9 Ottobre 2021 di Antonio Folle
Napoli, dopo 60 anni torna a vivere la chiesa Stella Maris di piazzetta Grande Archivio

La chiesa di Santa Maria Stella Maris e San Biagio dei Caciolii è il cuore di piazzetta del Grande Archivio, lo slargo a due passi dai Decumani che ospita la sede napoletana dell'Archivio di Stato. Abbandonato dagli anni '60, l'antico edificio di culto è lentamente finito nel dimenticatoio, fino quasi a far perdere ogni traccia del suo passato, declassato a deposito - con tanto di soppalco abusivo - per un negozio di articoli casalinghi. Oggi quel cuore è ritornato a battere - sia pure per un evento straordinario - ed ha rilanciato le speranze di rinascita di piazzetta del Grande Archivio e di tutta una zona del centro storico che, paradossalmente, ottiene ben pochi benefici dalla fiumana umana che di solito si riversa a poche centinaia di metri di distanza, attirata da San Gregorio Armeno e da San Biagio dei Librai.

 

Questa mattina l'associazione I Sedili di Napoli presieduta da Giuseppe Serroni ha riaperto al pubblico la chiesa, ospitando una mostra di presepi artistici. All'evento hanno partecipato, oltre ai volontari dell'associazione, i rievocatori storici dell'associazione Fantasie d'Epoca, che hanno sfilato in abiti settecenteschi sulle note delle musiche popolari dell'epoca tornate in vita grazie a Salvatore Iasevoli e a Paolo Esposito. Non sono mancati i momenti "culinari" grazie alla locanda "Il Seggio del Popolo" che ha illustrato ai presenti le antiche ricette in lingua napoletana scritte da Ippolito Cavalcanti agli inizi dell'ottocento. 

I maestri del presepe hanno intrattenuto gli ospiti la storia - e le storie - che si nascondono dietro al presepe napoletano. Dalla struttura stessa del presepe al posizionamento dei singoli pastori che, secondo la tradizione partenopea, segue un iter ben preciso. Ovviamente non sono mancati accenni relativi alla chiesa di Stella Maris, alla sua antica storia - l'edificio di culto, fondato nel 1907, prendeva il posto di un'antica chiesa demolita durante il risanamento e solo pochi mesi fa, dopo anni di abbandono, è stata affidata all'associazione I Sedili di Napoli dalla Curia - e a tutti i progetti di rinascita che coinvolgeranno i più giovani e che potranno fare da volano di sviluppo per la zona, offrendo a giovani napoletani la possibilità di riscatto attraverso il lavoro. 

«Grazie all'opportunità offerta dai fondi statali per il recupero degli edifici - ha spiegato Giuseppe Serroni - a breve cominceranno i lavori di restauro della chiesa di Stella Maris, una chiesa abbandonata da sessant'anni e che ha bisogno di urgenti interventi di ripristino. Oggi abbiamo illustrato al pubblico i progetti di recupero che intendiamo realizzare e, visto che si avvicina il periodo natalizio, abbiamo dato la possibilità agli artigiani del presepe di mettere in mostra le loro opere». 

L'evento realizzato questa mattina a piazzetta del Grande Archivio aveva una duplice finalità: sensibilizzare i cittadini sul futuro - e sulle possibilità - della chiesa di Stella Maris, e avviare una raccolta fondi per i lavori che dovranno essere realizzati. Anche in questo caso il cuore generoso dei napoletani ha risposto all'appello.

«Questa mattina - ha raccontato Serroni - sono intervenuti tantissimi napoletani che hanno voluto lasciare una loro donazione. Si è trattata di una mattinata veramente proficua sotto ogni aspetto e abbiamo avuto la dimostrazione che Napoli vuole riappropriarsi di questo suo patrimonio che da troppi anni giaceva abbandonato. Chi effettuerà una donazione per la chiesa di Stella Maris, qualsiasi sia l'importo, avrà diritto a veder inciso il proprio nome proprio all'interno della chiesa. Un modo per sensibilizzare ancora di più i cittadini da un lato e renderli partecipi in prima persona del bel progetto che nascerà grazie anche al loro generoso contributo».

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