Movida a Napoli, l'inferno di via Aniello Falcone: «Feste selvagge, fuochi artificiali, incendi e schiamazzi fino alle tre»

Venerdì 18 Settembre 2020 di Antonio Folle

La scorsa notte a via Aniello Falcone i residenti hanno vissuto un vero e proprio inferno. Feste selvagge trascinate fino alle tre del mattino, fuochi artificiali che disturbano la quiete e il sonno dei cittadini terrorizzando i bambini, incendi di cassonetti, insulti e minacce verso quanti osavano protestare contro gli schiamazzi. A destare le maggiori perplessità, però, non sono solo le ormai consuete scene di delirio nella strada dei baretti. Il Comitato Civico Aniello Falcone ha denunciato il silenzio assoluto delle forze dell'ordine che non hanno risposto alle numerose telefonate fatte per segnalare una situazione che stava pericolosamente degenerando.

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Proprio a causa delle numerose "batterie" sparate da alcuni incivili che stavano festeggiando un compleanno, infatti, una campana per la raccolta differenziata è andata a fuoco e si è reso necessario l'intervento di una autobotte dei vigili del fuoco con i conseguenti ingorghi che hanno paralizzato il traffico. Uno scenario da guerriglia urbana che poco si sposa con le normative anti-Covid e con la necessità di mantenere il distanziamento sociale per scongiurare i contagi.
 

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Non è la prima volta che i residenti esasperati da una situazione sfuggita ormai ad ogni controllo fanno sentire la loro voce. La scorsa notte bande di balordi, forse indispettiti dalle proteste dei cittadini, hanno preso di mira i citofoni dei palazzi della zona, tenendo svegli quasi per tutta la notte i residenti e costringendo qualcuno a tranciare i cavi dell'apparecchio per poter dormire. 

«Quello che avviene a via Aniello Falcone ha dell'assurdo - denuncia Mauro Boccassini del Comitato Civico Aniello Falcone - ed è ancora più assurdo che ormai anche telefonare alle forze dell'ordine si rivela inutile. Poco dopo la mezzanotte è cominciata una festa, con schiamazzi in strada e fuochi d'artificio sparati dai parapetti. Abbiamo cercato più volte di metterci in contatto con i Carabinieri - spiega Boccassini - io ho fatto quattro telefonate, un vicino almeno altre tre. Tutte senza alcuna risposta. Questo è un fatto gravissimo e già da lunedì chiederò conto di queste omissioni. Adesso stavamo denunciando gli ormai soliti schiamazzi notturni e l'incendio di una campana della differenziata. Cosa sarebbe accaduto se avremmo voluto denunciare un altro tipo di reato? In tutte le città del mondo - l'affondo - la movida viene disciplinata. Specie in periodo di Covid. Qui, invece, si lascia tutto all'autogoverno e all'inciviltà di chi frequenta i baretti. Se le nostre istituzioni non sono in grado di garantire il rispetto delle leggi e della sicurezza dei cittadini allora abbiano il coraggio di prendere una decisione e fermino la movida a mezzanotte invece di consentire che le strade diventino discoteche a cielo aperto». 

Ultimo aggiornamento: 19:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA