Napoli, viaggio nelle periferie del centro: ecco la città dimenticata da tutti

Martedì 1 Settembre 2020 di Antonio Folle

Vico Fico a Purgatorio, via Forcella, via Annunziata, borgo Sant'Antonio Abate, via Duomo e via Foria sono solo alcune delle strade partenopee tagliate fuori - o quasi - dai principali flussi turistici e diventate anno dopo anno le nuove "periferie del centro", strade centrali dal punto di vista geografico ma con gli stessi disservizi delle peggiori periferie cittadine. In alcune strade, come vico Fico a Purgatorio, è possibile rinvenire auto abbandonate mai rimosse nonostante le numerose segnalazioni fatte all'apposito servizio comuale e all'interno delle quali proliferano blatte e insetti. Via Forcella pochi giorni fa è stata al centro di un intervento - l'ennesimo - di rimozione dei rifiuti che si accumulano sotto le ormai storiche impalcature che ricordano il post-terremoto degli anni '80. Nel giro di poche ore non solo i cumuli si sono riformati, ma sono cresciuti di volume. Una testimonianza "plastica" delle difficoltà affrontate ogni giorno da Asìa - che comunque non è esente da responsabilità - nel tenere pulita la città. 

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La vicina via Duomo è diventata, quasi al pari di Forcella, la vera e propria capitale del "sacchetto selvaggio", dove ogni giorno vengono sversate dai residenti della zona enormi quantità di rifiuti di ogni genere. Non mancano gli elettrodomestici abbandonati - e saccheggiati dai rom in cerca di materiali ferrosi da rivendere sul fiorente mercato nero - e i pezzi di mobilio che deturpano una strada percorsa ogni giorno da migliaia di turisti e per la quale sono state investite ingenti somme per il rifacimento totale. 
 

 

Mentre a via Annunziata una attività commerciale si è letteralmente impossessata del suolo pubblico per la sua esposizione di materassi, al borgo Sant'Antonio Abate si registrano i maggiori problemi dal punto di vista dell'inciviltà che tiene sotto il suo giogo la Napoli di "serie b" abbandonata dalle istituzioni. Nell'area che confina con piazza Carlo III, infatti, da alcuni giorni sono presenti alcuni grossi lastroni di amianto gettati tra i rifiuti e parzialmente coperti con un sacco nero. La rimozione delle pericolose scorie richiederà un costoso e delicato intervento da parte dell'Asl e sono in molti a chiedersi se non sarebbe meno costoso - e soprattutto più sicuro - impedire agli incivili di abbandonare questi materiali "serrando" i controlli e, magari, creando un servizio di videosorveglianza.

«Quello che manca in questa città - denuncia Antonio Alfano dell'associazione "No Comment" è una visione d'insieme oltre che la manutenzione ordinaria. Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni da parte di cittadini che denunciano carenze dal punto di vista della pubblica illuminazione, della pulizia delle strade, del mancato prelievo degli ingombranti e della manutenzione delle suppellettili. Basti pensare - prosegue l'attivista -che nella centralissima via Foria ci sono alcune panchine distrutte da anni e nessuno si è mai degnato di ripararle. Noi crediamo che il Comune debba affidarsi alle tantissime realtà associative che ogni giorno e senza scopo di lucro raccolgono i problemi denunciati dai cittadini e li denunciano a loro volta. Decine di persone ogni giorno si battono per il bene della nostra città e meriterebbero quantomeno di essere ascoltate dalle istituzioni che, specie in questo periodo storico, sembrano aver ormai perso del tutto il controllo su alcune zone di Napoli». 
 

Ultimo aggiornamento: 23:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA