Rivolta degli infermieri,
sit-in davanti alla Regione

Giovedì 9 Maggio 2019 di Melina Chiapparino
Infermieri in rivolta per i propri diritti, o meglio, per il diritto di «esercitare una professione sanitaria». Questo hanno rivendicato i sanitari che si sono riuniti oggi davanti al palazzo della Regione Campania, al centro direzionale, dove si è svolta la protesta organizzata dal sindacato Nursing Up. Al centro della mobilitazione c'è la questione del demansionamento che, secondo gli infermieri, sta danneggiando l'esercizio della professione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

«In pratica, non possiamo svolgere la nostra attività di assistenza nella totalità delle due funzioni perché siamo costretti ad assolvere compiti che non ci spettano come trasportare le barelle o fare le pulizie» hanno detto gli infermieri che hanno scritto e consegnato una lettera indirizzata al presidente regionale, Vincenzo De Luca. «Oggi formalizziamo lo stato di agitazione del personale infermieristico - si legge nella lettera targata Nursing up - ormai siamo a livelli di criticità inaccettabili, gli infermieri si ritrovano a svolgere funzioni improprie che li distolgono dal loro specifico mandato».

Obiettivo del sit in è come scritto nel documento sindacale rivolto anche al servizio tutela salute della Regione, la «tutela della salute collettiva e l'implementazione di risorse quali operatori socio sanitari e figure ausiliari negli ospedali, per evitare il demansionamento degli infermieri». Durante la protesta cominciata questa mattina per proseguire nel pomeriggio, è stato allestito anche un gazebo informativo dove gli infermieri hanno offerto alcuni servizi alla cittadinanza come ad esempio la misurazione della pressione e la distribuzione di opuscoli informativi sui temi della prevenzione.

«Abbiamo voluto sensibilizzare la cittadinanza sulla nostra funzione e, allo stesso tempo, avviato la nostra mobilitazione chiedendo risposte alla politica» ha dichiarato Marco Tesone rappresentante Nursing Up per l Asl Napoli 1 e il Cardarelli. © RIPRODUZIONE RISERVATA