Napoli, il ritorno dei Templari. In 150 sfilano nel centro antico: «Preghiamo per voi»

Sabato 22 Febbraio 2020 di Antonio Folle
La marcia silenziosa dei Templari a Napoli

Circa 150 Templari hanno sfilato oggi pomeriggio nelle strade del centro storico di Napoli. Non si è trattato, come alcuni potevano immaginare, di una semplice rievocazione storica, ma si è trattato di un più complesso momento di riflessione e preghiera organizzato dall'associazione "Templari Cattolici d'Italia", un movimento laico - ma riconosciuto dalla diocesi partenopea - che si rifà alle tradizioni degli antichi cavalieri Templari. La marcia silenziosa, con tanto di stendardi al vento e reliquiari, aveva lo scopo di invitare la popolazione a riflettere sulla fede, sulla religione e sulla pace.

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In molti sono rimasti impressionati dall'imponente corteo che ha invaso pacificamente il centro antico della città. Turisti e napoletani si sono accalcati per fotografare i diversi momenti di preghiera dei Templari che hanno "toccato" i luoghi simbolo della loro tradizione. A cominciare dalla chiesa di San Giovanni a Mare e dalla chiesa di Sant'Eligio. Intorno alle 16 i Templari, schierati con stendardi in testa, sono arrivati a piedi in processione alla basilica di Santa Chiara, dove ha avuto luogo un altro momento di preghiera. Il viaggio dei Templari è proseguito fino al campanile della Pietrasanta - da poco restaurato - dove i cittadini hanno potuto assistere ad un toccante rito religioso. La processione di dame e cavalieri è poi arrivata alla chiesa di San Lorenzo Maggiore, dove hanno avuto luogo altri complessi riti della tradizione templare.
 

«La nostra è una associazione laica che si ispira ai cavalieri Templari - ha spiegato il Magister Templi Mauro Giorgio Ferretti - e lavoriamo ogni giorno al fianco della chiesa Cattolica per i nostri ideali di pace, amore e fratellanza tra i popoli. La nostra marcia silenziosa ha lo scopo di invitare i cittadini ad un momento di preghiera e di silenzio. Crediamo che il silenzio sia la cosa che più ci avvicina a Dio, specie in questo delicato momento storico. Ci sono state più di settanta edizioni di questa manifestazione - ha proseguito - in varie città d'Italia, e tutte con un ampio seguito di cavalieri e cittadini. Basti pensare che nella sola Roma hanno partecipato 300 templari, una cosa veramente impressionante per la popolazione. Si tratta di una strada spirituale come altre, aperta a tutti. Tra di noi non circola denaro perchè siamo fermamente convinti che la cavalleria non si conquista con i soldi, ma con il proprio sacrificio personale». 
 

 

Francesco Galardo, responsabile della Campania dei Templari Cattolici d'Italia, ha poi spiegato cosa significa essere un cavaliere Templare oggi. L'Ordine monastico-guerriero, infatti, non esiste più dal 1312, quando Filippo IV di Francia ne decretò la fine con lo scopo - molto poco cristiano - di incamerarne le ricchezze. I Templari Cattolici d'Italia, come hanno più volte sottolineato, non sono una diretta diramazione del soppresso Ordine Templare ma un movimento laico che trae le sue origini dagli stessi ideali cristiani. «Essere templari oggi - spiega Galardo - significa dare parte della propria vita e del proprio tempo libero agli altri, così come ci ha insegnato Nostro Signore. Noi siamo circa 2500 uomini e donne che volontariamente prestano un servizio gratuito per la Chiesa, per il prossimo e per tutti gli esseri umani».

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Alla marcia silenziosa dei Templari ha partecipato, tra gli altri, il presidente della IV Municipalità Giampiero Perrella. La Municipalità, infatti, ha svolto un delicato ma fondamentale lavoro di supporto alla marcia che si è snodata per un intero pomeriggio nel centro storico di Napoli. «Partecipiamo con orgoglio a questa bella iniziativa - ha spiegato il numero uno del parlamentino di via Gianturco - perchè condividiamo gli stessi ideali di amore, pace e fratellanza tra i popoli di diverse culture e religioni. Come Municipalità abbiamo fatto tutto il possibile per garantire il corretto svolgimento della marcia dei Templari nel nostro centro storico. Un centro storico - ha proseguito Perrella - dalle innumerevoli ricchezze d'arte e di chiese e che testimoniano come Napoli sia sempre più centro universale capace di unire varie religioni e varie culture in genere».

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 07:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA