A Ricomincio dai libri «Parla una donna» di Matilde Serao, un diario di guerra al femminile

Venerdì 4 Ottobre 2019 di Donatella Trotta
La guerra. La scrittura. Le donne. E la memoria: nell’ambito della sesta edizione della rassegna «Ricomincio dai libri» (4-6 ottobre) appuntamento tutto al femminile nel segno di Donna Matilde Serao, che parla alle sue “compaesane di sesso” con la passione di un impegno tra giornalismo e letteratura ed espone le proprie idee in un libro dimenticato del 1916, ossia in pieno primo conflitto mondiale, mai più ristampato: Parla una donna. Diario feminile di guerra (pubblicato in prima edizione da Treves). E se la “cura” è il tema portante di «Ricomincio dai libri» 2019, ospitato negli accoglienti spazi della Fondazione Foqus – luogo di educazione e sito di coworking annidato nei Quartieri Spagnoli di Napoli - la presentazione della nuova edizione del testo seraiano - con una postfazione di Simonetta Sciandivasci - e dovuta a una casa editrice di progetto anch’essa tutta al femminile, rientra perfettamente nel concetto: giacché  recuperare e ripubblicare scrittrici e/o opere dimenticate, riportando alla luce la loro esperienza e il loro contributo in molti casi ancora attuale, non è solo un esercizio etico di memoria, ma anche un lavoro di cura.

Il libro Parla una donna raccoglie una serie di articoli che Matilde Serao scrisse sul quotidiano «Il Giorno» tra il 1915 e il 1916, in cui la grande giornalista e scrittrice considera la guerra da un particolare punto di vista: quello femminile. La fondatrice e direttrice de «Il Giorno» non lo fa riportando una mera registrazione dei fatti come cronista sul campo, bensì presentando un quadro dettagliato della condizione delle donne nelle diverse classi sociali, donne che combattono ogni giorno sul fronte interno, con un coraggio nascosto, invisibile e dunque ignoto. Come molte delle sue colleghe coinvolte nel conflitto, tra cui Flavia Steno e Donna Paola, la Serao è di certo incline, in molti di questi testi, a una visione conservatrice riguardo il ruolo della donna nella società: in linea peraltro con una mentalità di tardo Ottocento e con i messaggi divulgati della propaganda bellica.

Tuttavia, nonostante sia evidente una resistenza critica all’ideologia femminista e alla rivendicazione politica, a favore di una valorizzazione del talento individuale muliebre, ciò che rende unici questi articoli è la capacità della Serao di cogliere quella «vita tutta», di interpretare il reale che lei tanto si imponeva di raccontare e di osservare, concedendoci una particolare e del tutto personale prospettiva attraverso cui considerare la guerra. Non per caso il libro è inserito nella collana “Libertarie” (che pubblica anche testi di Amalia Guglielminetti) che, accanto alla collana “Biblioteca pratica per la donna italiana”, rispecchia l’impegno di Rina, una realtà editoriale di donne che raccontano e parlano di donne attraverso un preciso progetto di tutela delle memorie femminili.

L’appuntamento di presentazione del volume di Matilde Serao Parla una donna. Diario feminile di guerra  è in programma sabato (domani) mattina, dalle 11 alle 12 nella sala Cavalluccio Rosso di Foqus (via Portacarrese a Montecalvario 69), con gli interventi di Paola Villani, dell’editrice Michela Dentamaro e di chi scrive.
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