La fede e la sofferenza ai piedi della Madonna di Pompei: la marcia dei cinquemila

di Susy Malafronte

POMPEI - In cinquemila ai piedi della «Regina del Rosario» e alla diretta venerazione delle reliquie di San Giovanni Paolo II. La teca, blindata ed esposta in santuario, custodisce una parte della talare bianca macchiata di sangue che il Pontefice, pellegrino a Pompei ad ottobre del 1979 e nel 2003, indossava nell’attentato del 1981 in piazza San Pietro. Il pellegrinaggio Unitalsi, giunto alla 16esima edizione, quest’anno è stato impreziosito dalla presenza delle sante reliquie di Papa Wojtyla. Antonio Diella, presidente nazionale Unitalsi ha spiegato come l’associazione «cammina verso nuove prove, la povertà, l’assistenzialismo, l’emarginazione urbana. Problematiche sociali che i nostri soci vivono sulla propria pelle e che all’Unitalsi chiedono di affrontare. Lo chiede la Chiesa, lo indica il Santo Padre, lo implorano le mamme e i papà di questa società».
 
 

«La Vergine del Santo Rosario ha illuminato, ancora una volta, il cammino dei fedeli dell’Unitalsi che, nella sofferenza e nelle difficoltà di tutti i giorni, diventa testimonianza viva di fede - ha detto l’arcivescovo di Pompei monsignor Tommaso Caputo - non lasciamo mai senza la consolazione della vicinanza, dell’attenzione e dell’affetto coloro che soffrono». Nella giornata di fede e di devozione alla Madonna di Pompei e alle reliquie di San Giovanni Paolo II, i pellegrini si sono concessi un tour tra le antiche vestigia. Disabili e ammalati, alle 14 e 30, sono entrati nel Parco Archeologico da Piazza Anfiteatro ed hanno vissuto una indimenticabile esperienza di emozioni nella città sospesa nel tempo attraverso il percorso «Pompei per tutti». Alle 20,  invece, avrà luogo la tradizionale fiaccolata ispirata alla pace universale. Il pellegrinaggio si concluderà in tarda serata con la chiusura del quadro della Madonna.
Sabato 27 Ottobre 2018, 18:42
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