Napoli, flash mob degli operatori dello spettacolo: «Questa riapertura è una falsa partenza»

Sabato 4 Luglio 2020 di Elvira Iadanza

Un sipario, due sedie, un leggio e una cassa: gli operatori dello spettacolo scendono in piazza nella settimana inaugurale del Napoli Teatro Festival. Non si tratta di una riesumazione degli ottocenteschi Carri di Tespi, ma di un flash mob per sensibilizzare sulle condizioni di precarietà dei professionisti dello spettacolo, una situazione portata allo stremo dall'emergenza Covid-19 che ha lasciato chiusi i sipari per più di tre mesi.

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Il piccolo teatro itinerante si è spostato di piazza in piazza a Napoli, dal teatro Sannazzaro di via Chiaia, fino al Maschio Angioino, passando per Piazza Carità e Piazza Municipio portando avanti un monologo comico, che però descrive tutta la sofferenza di un settore che stenta a ripartire.

«Siamo le maestranze che lavorano per rendere possibile l'arte e lo spettacolo dal vivo - spiega Francesco Rispoli membro del Collettivo Professioniste e professionisti dello spettacolo Emergenza Continua - e in questo periodo, come tanti lavoratori siamo stati penalizzati. Ora chiediamo di essere ascoltati e di portare avanti le nostre proposte». 
 

 

Ciò per cui si battono questi lavoratori è un reddito di continuità che garantisca la sopravvivenza fino al prossimo anno, quando, cioè, gli spettacoli e i teatri riprenderanno a pieno regime. 

«Quella a cui stiamo assistendo ora - continua Rispoli - è una falsa riapertura. Solitamente il quindici giugno rappresenta la chiusura dei teatri, che ora, però, sono aperti in modalità e con regole troppo rigide. Secondo i nostri dati, con protocolli così stringenti a lavorare sarà soltanto il 20% dei professionisti del nostro settore. Gran parte di noi, quindi, dovrà cercare un'alternativa. E per questo chiediamo di non restare inascoltati».
 


Passi avanti, in realtà, sono già stati fatti. Dopo le manifestazioni nazionali del 27 e del 30 giugno gli operatori sono stati convocati dalla Commissione permanente della cultura. Un piccolo passo verso la risoluzione dell'emergenza.

«Non è pensabile di provare per un mese per uno spettacolo che andrà in scena poche volte e soprattutto davanti a un pubblico esiguo - dice l'attore Adriano Falivene, la voce ufficiale del flash mob teatrale - i mesi del lockdown sono stati difficilissimi per noi, ma l'arte, soprattutto in un Paese come l'Italia è un vero e proprio patrimonio da salvaguardare». 

«Siamo quelli che fanno divertire - continua l'attore - se con questo termine ci rifacciamo alla sua etimologia latina, di volgere lo sguardo altrove. In questo senso, sì, facciamo divertire perchè diamo spunti di riflessione e di un pensiero differente, anche con le risate. Ora però, è tempo di porre fine agli scherzi e di pensare, sul serio, alla nostra categoria. Noi continueremo  a scendere in piazza finchè avremo voce».

 

Ultimo aggiornamento: 17:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA