«Verde ko a Napoli: l'assessore si dimetta», la protesta di undici associazioni

Venerdì 11 Settembre 2020 di Giuliana Covella

Associazioni ambientaliste in piazza per chiedere al sindaco Luigi de Magistris, al presidente del Consiglio comunale Sandro Fucito e allo stesso assessore al Verde Luigi Felaco le dimissioni di quest'ultimo. A inscenare il sit-in davanti Palazzo San Giacomo i rappresentanti di 11 associazioni tra cui Gazebo Verde, Insieme per Napoli, Telefono Blu, Comitato Civico di Portosalvo, che hanno manifestato contro la mancata manutenzione degli spazi verdi. «Napoli soffre da anni di uno stato di degrado inaccettabile per una metropoli europea - tuonano i dimostranti - certificato e documentato dagli stessi cittadini che osservano il completo abbandono di aiuole, giardini e parchi pubblici». La richiesta è stata protocollata a margine della protesta negli uffici del Consiglio comunale in via Verdi. 
 

 

Con tanto di cartelloni e slogan hanno chiesto, a gran voce, le dimissioni dell'assessore Felaco. Protagonisti della protesta, ieri, i rappresentanti di diverse associazioni impegnate nella tutela del verde urbano. «Abbiamo protocollato e consegnato insieme ad altre 11 associazioni e circa 200 liberi cittadini - spiega Gennaro Esposito, presidente Comitato Vivibilità Cittadina - all'assessore al ramo del Comune una richiesta di sue dimissioni, visto l'evidente disastro del verde cittadino a cui non è stato posto nessun freno. Neppure i fondi (anche regionali) che erano a disposizione sono stati spesi. Il verde ci è diventato nemico. Basta una folata di vento che si chiudono parchi, scuole, cadono alberi e muoiono le persone. Non curarsi di questo aspetto è una grave negligenza da parte dell'amministrazione». A fargli eco Maria Teresa Ercolanese, presidente di Gazebo Verde: «Esistono fondi non utilizzati della Città metropolitana, di cui circa 15 milioni per la riqualificazione dei parchi e circa 5 milioni e mezzo per le alberature stradali. La situazione attuale è visibile a tutti. Dal Comune invece asseriscono che non c'è degrado del verde e questo ci fa indignare come cittadini». In più c'è una legge nazionale del 2013 che prevede un censimento obbligatorio del patrimonio arboreo: «Oggi non sappiamo quanti sono gli alberi da sostituire, esiste un bilancio arboreo fermo al 2015», rimarca Ercolanese. Tra i punti elencati nella richiesta di dimissioni: l'erogazione della retribuzione di risultato agli addetti al verde del Comune «nonostante il grave stato di degrado»; il taglio e la mancata ripiantumazione delle alberature del Parco Virgiliano, lo stato di degrado della Villa Comunale e il completo abbandono di aiuole e giardini divenuti ricettacolo di rifiuti; la redazione del Piano degli obiettivi per il triennio 2019-2021 del Comune, che «mostra la completa incompetenza e incapacità dell'assessorato al Verde che non ha svolto alcun controllo sugli uffici, omettendo di dare l'indirizzo amministrativo che gli compete».
 
 

Voce fuori dal coro è Benedetta de Falco, presidente dell'associazione Premio GreenCare: «Pur condividendo la denuncia sul degrado del verde urbano, vogliamo precisare che l'assessore al Verde non merita la richiesta di dimissioni. Felaco ha avuto solo pochi mesi fa la responsabilità del verde cittadino, ricevendo il testimone dopo 9 anni di incuria e abbandono nel susseguirsi di una serie di assessori, nessuno dei quali degno di nota». «Semmai bisognerebbe portare all'attenzione della cittadinanza e non solo, quanto il verde, per sua natura tema trasversale, non abbia meritato in questi anni l'attenzione di nessun altro assessorato. Auspichiamo - conclude de Falco - un cambio di passo affinché nei pochi mesi di vita di questa amministrazione siano gettate almeno le basi, con bandi ben scritti, per un futuro decoroso dei nostri spazi verdi». 

Ultimo aggiornamento: 16:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA