Museo Madre, giovedì 24 novembre il secondo appuntamento di «Costruire comunità»

Al museo Madre il secondo appuntamento del ciclo di incontri a cura di Monica Coretti: il secondo appuntamento, dal titolo Iran: le mille e un’arte

Locandina CostruireComunità
Locandina CostruireComunità
Martedì 22 Novembre 2022, 19:25
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Proseguono al Madre, museo d’arte contemporanea della Regione Campania, gli incontri del ciclo Costruire comunità, a cura di Monica Coretti: il secondo appuntamento, dal titolo Iran: le mille e un’arte, si terrà giovedì 24 novembre, alle ore 18.00 (ingresso gratuito), e vedrà protagonista Pajman Tadayon, artista iraniano, pittore, musicista e compositore. Dopo il dialogo con la curatrice, accompagnato anche da immagini, l’artista suonerà alcuni brani utilizzando l’oud. Così la molteplicità delle arti, delle culture, dei luoghi, trova spazio al Madre, luogo che sa accogliere la trasversalità propria all’arte contemporanea. 

Così la curatrice Monica Coretti racconta l’idea dell’incontro: «il titolo rimanda alla storia di Sherazade che ogni sera narra una bellissima storia al re per non essere uccisa, salvando così la vita propria e delle altre possibili vittime. In realtà le mille storie di Sherazade sono una raccolta di racconti di varia origine (persiana, egiziana, indiana, araba) con diverse ambientazioni geografiche e diversi autori. Il fortissimo simbolismo dell’arte che salva la vita, insito nella fiaba di Sherazade, è una delle possibili chiavi di lettura del secondo incontro del ciclo”. 

L’artista Tadayon nasce nel 1977 a Isfahan, e cresce negli anni della rivoluzione islamica e della sanguinosa guerra di otto anni tra Iran e Iraq. Grazie alla poesia tradizionale (non bandita dalle guardie rivoluzionarie) di autori come Rumi, Omar Khayyaam Hafez, Saadì, offertagli in lettura dai genitori, riceve l’educazione ai sentimenti; grazie alla pittura insegnatagli, ancora bambino, dal nonno (uno dei più noti artisti di Isfahan), impara a guardare senza dare per scontato un solo modo di vedere; grazie alla musica che lo ha sempre accompagnato, ha lasciato aperta la porta del confronto con le altre culture e le diverse espressioni artistiche. La parola chiave per Tadayon è sinestesia, il mischiare le diverse arti e le diverse culture in un tutto armonico e senza conflitti. 

Dopo aver studiato in Iran con importanti maestri della pittura tradizionale persiana, si trasferisce in Italia e prosegue gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze.Inserendo corde di strumenti musicali all’interno dei suoi dipinti, crea la pittura sonora, realizzando quadri in grado di emettere vere e proprie note. I suoi dipinti (che anche uno spettatore può suonare) danno voce a un sentire, vedendo.

In ambito musicale Tadayon ha sempre collaborato con artisti provenienti da diverse parti del mondo ed insieme hanno esplorato e creato suoni che richiamano culture e tradizioni diverse. Anche i suoi spettacoli live rappresentano un momento di condivisione e di scambio. Appassionato e grande studioso di musica tradizionale medievale e di strumenti persiani, suona e compone musica per oud, saz, daf, ney affiancando ai suoni della musica tradizionale, il jazz, la musica d’autore e la musica elettronica. 

L’ultima fatica di Tadayon, prodotta da squi(libri) al tempo del Covid, è la registrazione di un CD: Non siamo sufi. Composizioni musicali che «filologicamente recuperano le musiche sufi seguendo le suggestioni suscitate dalle poesie dei poeti della grande tradizione persiana. I testi sono in farsi, la lingua persiana in cui queste poesie sono state composte e con ogni probabilità cantate dagli stessi poeti o dalle comunità cui si rivolgevano», spiega lo stesso artista nel testo che accompagna il CD. Il disco stesso, contiene le immagini di una serie di opere di Tadayon. In un piccolo oggetto, un grande mondo.

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