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Quartieri Spagnoli, così i giovani si formano per trovare lavoro

Giovedì 17 Marzo 2022
Quartieri Spagnoli, così i giovani si formano per trovare lavoro

Il make up, i tatuaggi, il circo e il teatro per scoprire un talento nascosto, ritrovare fiducia in se stessi, conoscere il mondo del lavoro. Sono le attività di “Corpo Lab”, uno dei laboratori formativi all’interno del progetto nazionale Se.Po.Pass. (Sentieri, Ponti, Passerelle per il diritto alla crescita e allo studio), selezionato da impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile e che coinvolge tre città del Sud: Messina, Napoli e Reggio Calabria.

L’ente capofila è l’Associazione Quartieri Spagnoli che da 40 anni opera nel capoluogo campano per i minori a rischio, per l’infanzia e l’adolescenza, porta avanti una ricerca approfondita sulla scuola della seconda opportunità per l'agio dei ragazzi e la socializzazione al lavoro. 

A Napoli 25 ragazzi provenienti principalmente dalla seconda municipalità e dai Quartieri spagnoli,  della fascia di età 16-19  anni. Quella dove si registrano più alti tassi di abbandono scolastico e di qualsiasi attività di formazione, i cosiddetti “neet” ma anche la zona grigia di perdita di qualsiasi stimolo di crescita della persona.

All’interno del progetto i laboratori formativi si concentrano su corpo, cibo, terra e mare. Al termine di queste attività formative i ragazzi e le ragazze svolgeranno i tirocini in azienda dove saranno seguiti da un tutor: saranno pagati sempre con un bilancio di competenze in entrata, in itinere e in uscita.

«Corpo Lab serve per capire quali mestieri sono possibili - afferma Alessandro Pezzella, operatore sociale di Associazione Quartieri Spagnoli - e cosa si vuole diventare da adulti. In queste attività c’è un’ottima presenza e ci rendiamo conto dei progressi che fanno, poi  curiamo il rapporto con i genitori affermando l’importanza della frequenza giornaliera». In alcuni laboratori come quello circense gli operatori hanno rilevato anche alcuni “piccoli talenti” e con il teatro curato dall'Aps “Arrevuoto” gli adolescenti scoprono anche parti non esplorate di loro stessi. 

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«Nella trasformazione che viviamo - afferma Giovanni Laino, Associazione Quartieri Spagnoli e coordinatore del progetto SePoPass - l'educazione e la formazione sono in crisi. La pandemia, la riproduzione delle trappole di povertà per tanti ragazzi che vivono nei rioni popolari, in questi anni hanno aumentato il disagio: dalla dequalificazione dei percorsi all'espulsione dei ragazzi da ogni circuito ufficiale. Fra i 14 e i 18 anni questo fenomeno si manifesta in modo evidente arrivando anche al 30% di ragazze/i che vivono forte disagio o sono già fuori i circuiti. SePoPas è uno dei tentativi italiani (ve ne sono altri a Torino, Trento e in altre città), per sperimentare risposte alternative, dispositivi più brevi o una scuola della seconda opportunità».«L'Aqs lo fa da anni - aggiunge Laino - ma è ancora difficile. Anche a Reggio Calabria e Messina i partner hanno trovato difficoltà ad aggregare i ragazzi. Le scuole solo in parte collaborano realmente. Diverse offerte, anche improvvisate, finiscono per creare confusione nei quartieri anche perché non c'è quasi mai un ente pubblico che fa una buona regia. Al Sud è una emergenza nazionale».

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org.

Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA