De Vito arrestato, è il primo M5s a finire in carcere. I vertici: «Di Roma non ti puoi fidare»

Lo sconcerto dei vertici
di Stefania Piras

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«Brutto colpo, bruttissimo». Sconcerto nei vertici M5S svegliati stamattina da un inedito assoluto: Marcello De Vito è il primo esponente del Movimento a finire in carcere e a provare sulla propria pelle la legge voluta dal vicepremier Luigi Di Maio e il Guardasigilli Alfonso Bonafede: lo Spazzacorrotti. E la frase arriva come una sentenza politica più forte di ogni sospetto, una liberazione trattenuta fin dai tempi di Marra: «Certo che di Roma non ti puoi proprio fidare».

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E ai piani alti serpeggia anche una prudenza preventiva. Da oggi il codice etico, vanto del M5S, è un po' più debole e dovrà essere aggiornato. In caso di misura cautelare in carcere infatti non sono nemmeno previste e quindi considerate sanzioni. Già all'ex capogruppo M5S in Campidoglio Paolo Ferrara, indagato nell'affaire, i vertici M5S e i probiviri resero la vita molto difficile: ritiro dei galloni di capogruppo, sospensione immediata  e di fatto emarginazione politica. L'arresto per  corruzione è una novità assoluta e in queste ore non si prevedono svolte garantiste in chi ha interpellato Grillo e Casaleggio.
 


«Una cosa è certa: oggi l'hashtag #lostadiosifa si rivela pericoloso e incosciente», dice una fonte romana. De Vito fu il primo a rilanciare lo slogan assertivo di Virginia Raggi "Lo stadio si fa". 
 
Mercoledì 20 Marzo 2019, 09:52 - Ultimo aggiornamento: 20-03-2019 12:55
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