Truffa buoni pasto, indagati i vertici di Edenred Italia: sequestrati 20 milioni

Il procedimento è stato avviato dopo una denuncia di una società concorrente

Truffa buoni pasto, indagati i vertici di Edenred Italia: sequestrati 20 milioni
Truffa buoni pasto, indagati i vertici di Edenred Italia: sequestrati 20 milioni
Mercoledì 21 Febbraio 2024, 10:34 - Ultimo agg. 17:57
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I vertici della società Edenred Italia, specializzata nei buoni pasto e ticket restaurant, sono indagati in una indagine della Procura di Roma che ha portato al sequestro oggi di 20 milioni. In particolari il pm Carlo Villani contesta a quattro persone, oltre che alla società, i reati di truffa aggravata, turbativa d'asta in concorso e illeciti amministrativi. I fatti riguardano un periodo compreso tra il 2021 e il 2023.

Buoni pasto, le indagini sulla truffa

In base a quanto emerge dal decreto di sequestro, il procedimento è stato avviato dopo una denuncia di una società concorrente che chiedeva agli inquirenti di «svolgere accertamenti sia sulla gara bandita per l'aggiudicazione del Lotto/ 7- Lazio sia sulla verifica di tutte le gare per le "convenzioni buono pasto", cui aveva partecipato Edenred Srl».

Nell'atto del gip si ricostruisce la vicenda e si afferma che è «dimostrato che Edenred per mezzo dei soggetti agenti, attraverso gli artifici e raggiri, ha indotto Consip ad attribuire alla società stessa il punteggio massimo affinché risultasse legittimata a stipulare la convenzione per i Buoni Pasto della pubblica ammistrazione».

Per chi indaga sono «indubbiamente da ritenersi artifici e raggiri le false dichiarazioni rese da Edenred nella fase precedente alla aggiudicazione della gara circa le condizioni applicate agli esercenti». E ancora: «Erano falsi gli accordi di convenzionamento tra Edenred e gli esercenti perché Edenred Italia aveva omesso di allegare l'esistenza dei cosiddetti accordi paralleli. Sul punto, richiamando quanto avvenuto per l'aggiudicazione del Lotto 7, tale artificio ha fatto si che Edenred Italia risultasse illegittimamente vincitrice della gara. Sussiste il danno alla Pa per il solo fatto che a seguito dell'artificio ha stipulato un contratto/convenzione illegittima che non avrebbe altrimenti stipulato».

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