Saldi post Covid, cala la spesa
​ma viene premiata la qualità

Lunedì 10 Agosto 2020 di Aurora Provantini
Scarpe, t-shirt e costumi sono i prodotti più richiesti dai ternani che partecipano ai saldi estivi. Una stagione che si apre ufficialmente il primo agosto in Umbria, anche se molte boutique e grandi catene hanno anticipano a luglio i ribassi, con tanto di manifesti a coprire le vetrine dei negozi per attrarre i clienti. Secondo Confesercenti il budget medio previsto per gli acquisti è di 116 euro a persona, il 20% in meno rispetto allo scorso anno (146 euro). Le calzature conquistano il primo posto nella lista dei desideri, per il 56% dei consumatori. Seguono t-shirt e felpe (39%), intimo e abbigliamento mare (26%). Anticipi o no, i ternani sembrano comunque orientati a sfruttare l'occasione del saldo per portare a casa un capo di qualità.
«Mi piacerebbe una bella borsa afferma Patrizia Lenzi, immobile, quasi incantata di fronte ad una vetrina di via Fratini - ma col fatto che molti commercianti hanno applicato forti sconti anche durante il lockdown, quando era consentito vendere consegnando la merce a domicilio, non vedo niente che mi piace. Alcuni zainetti sono meravigliosi, ma quelli sono della collezione invernale e purtroppo non sono in saldo».
«Se trovano un abito firmato a prezzi stracciati, lo comprano interviene Daniele Stellati, direttore di Confesercenti Terni perché ai ternani piace acquistare capi di marca. Certo si deve considerare che questa è la stagione che arriva subito dopo il Covid-19, che trova una città in ginocchio. Molti precari hanno perso il posto di lavoro, altri sono in cassa integrazione. Chi ancora ha un impiego è in smart working, non esce, non consuma nei bar o nei ristoranti per la pausa pranzo, ma soprattutto non acquista una camicia nuova all'uscita dal lavoro, per sfoggiarla la mattina seguente».
La ferita inferta dal lockdown ad un commercio già in crisi lascerà una cicatrice indelebile. La strategia del si saldi chi può applicata dalla maggior parte dei negozianti per accaparrarsi la clientela già dalla riapertura (18 maggio), va interpretata come un tentativo per andare avanti ed affrontare le spese. Per questo le svendite sono state anticipate: per smaltire il magazzino, fare cassa e creare liquidità. «Si teme che la riduzione dei consumi possa fiaccare ulteriormente il comparto» dice Stellati. Intanto passeggiano per Corso Tacito giovani mamme con le buste rosse su cui compare la scritta Saldi. Sabato primo agosto Andrea Manili, abbigliamento uomo di Corso Vecchio, ha messo al 20% di sconto l'abbigliamento informale e al 10% gli abiti da cerimonia. «In controtendenza con chi ha applicato grossi ribassi già da luglio dichiara Andrea- ma io dopo il lockdown ho notato un'onda positiva. I ternani sono voluti tornare alla normalità ed hanno acquistato da subito, tanto che io adesso ho chiuso per ferie». Carla Mercorelli, con il negozio di calzature in via Angeloni, afferma che quest'anno il saldo ha premiato la qualità: «L'acquisto di fine stagione deve essere uno sfizio, non di incameramento per l'anno dopo. Secondo me non vanno fatti sconti esagerati, io ad esempio applico un 30%, ma vedo che l'importante è avere le cose giuste». Ultimo aggiornamento: 15:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA