Statali, in 100 mila al primo concorso tutto in digitale: assunzioni a partire da luglio. Boom di domande per i 2.800 posti al Sud

Domenica 18 Aprile 2021 di Diodato Pirone
Statali, in 100 mila al primo concorso tutto in digitale: assunzioni a partire da luglio. Boom di domande per i 2.800 posti al Sud

Giovani e meno giovani, se volete lavorare per lo Stato affrettatevi perché è in dirittura d’arrivo una svolta. Mercoledì 21 aprile è l’ultimo giorno utile per iscriversi al primo concorso “amico” in Italia: zero carta, niente penne, zero burocrazia e tanto computer. Paradossalmente un’innovazione rivoluzionaria, attesa da anni, è affidata ad una prova che in passato sarebbe stata classificata come un classico concorso clientelare: arrivano 2.800 posti per laureati e tecnici da inserire nelle pubbliche amministrazioni del Sud.

L’atmosfera ammuffita e burocratica è solo un’apparenza perché trattasi del primo concorso fast-track italiano. Cosa significa? Che sarà il primo concorso “cotto e mangiato” con assunzioni entro 100 giorni dalla prima prova: le prime a fine luglio. Lo hanno capito già in tanti visto che le iscrizioni pervenute fino a ieri erano oltre 48.000 e se ne attendono altrettante con le quali si supererà quota 100.000. Ecco come lo presenta Alberto Bonisoli, presidente del Formez, ovvero la struttura che organizza materialmente i concorsi pubblici e gestisce anche la complessa partita delle informazioni ai cittadini e agli enti locali: «Dopo questa prova niente sarà più uguale nelle procedure concorsuali - attacca - Al momento dell’iscrizione, via computer, avverrà una preselezione perché ai partecipanti saranno assegnati dei punteggi sulla base dei titoli – studio ed esperienze - che presenteranno. Solo successivamente una commissione “umana” approverà i punteggi finali».

E poi? «Poi svolgeremo le prove scritte sul territorio, cioè eviteremo di far venire a Roma o altrove, tutti assieme, migliaia di partecipanti. Andremo noi verso gli iscritti, distribuendo la prova, massimo un’ora, in varie sedi vicine ai candidati. Tutto avverrà a giugno. Una sola prova scritta, nel senso che si tratterà di quiz con risposte sempre in via digitale». 

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Perché questa iper-semplificazione? Perché le amministrazioni meridionali hanno bisogno come il pane (e in fretta) di tecnici in grado di aiutarle a spendere la montagna di soldi dei fondi europei. Il Concorso infatti riguarda otto Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) per le seguenti figure: 1.412 ingegneri; 918 esperti in gestione di progetti; 169 esperti di contratti giuridici; 124 informatici. Un profilo particolare sarà quello dei 177 addetti alla “animazione dei territori” (il codice tecnico sarà FP/COE) che dovranno dimostrare d’essere capaci di “leggere” il territorio e offrire servizi utili alla cittadinanza.

Questa legione di tecnici lavorerà non solo per le Regioni (107 posti) e i grandi Comuni (364) ma soprattutto per le amministrazioni minori che in moltissimi casi ormai sono acefale. In 57 fra i neoassunti saranno destinati a seguire nel dettaglio i progetti del Next Generation Ue. Il contratto di lavoro durerà tre anni.

Le domande si possono inviare solo via computer - servono le credenziali Spid - attraverso la piattaforma del Formez (http://riqualificazione.formez.it/content/concorso-pubblico-reclutamento-2800-tecnici-tempo-determinato-regioni-sud).

Ma finito questo concorso si tornerà al grigiore dei vecchi concorsi? «Neanche per idea - spiega Bonisoli - La svolta rappresentata dalla prova dei 2.800 per il Sud sarà permanente perché la digitalizzazione appena varata dal governo non è improvvisata ma arriva dopo un lungo lavoro maturato con le due precedenti amministrazioni». Per il presidente del Formez il nodo è quello di rendere il concorso uno strumento «agile e amichevole, togliendogli di dosso il profilo ottocentesco».

Per questo il Formez intende sfruttare molto i social e ha aperto una pagina Facebook sulla quale gli interessati possono trovare informazioni chiare e semplici sui bandi della pubblica amministrazione. «Ma soprattutto - chiosa Bonisoli - vogliamo aiutare le amministrazioni meno grandi a dotarsi del personale qualificato attraverso prove trasparenti, ben fatte e poco costose. Intendiamo aiutare la riforma della pubblica amministrazione anche ascoltando quello di cui hanno bisogno le amministrazioni grandi e piccole. Insomma offriamo un supporto informativo a tutti, a chi i concorsi li vuole organizzare e a chi vi partecipa. D’ora in poi solo concorsi dal volto umano». 

Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 13:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA