Coronavirus Treviso, festeggia 18 anni con gli amici (senza mascherine): ma la foto su Instagram la mette nei guai

Lunedì 27 Aprile 2020 di Valeria Lipparini

Festa in villa vietata. Ma diciotto anni si compiono una volta sola nella vita. E allora, festa sia. Alla faccia dei divieti e del Coronavirus. La giovane ha dato avvio agli inviti e insieme ad una decina di amici ha organizzato il più canonico dei compleanni con cena, scherzi e giochi nel giardino di casa, a Castelfranco. Mascherine protettive davanti al viso? Ma perchè mai. E nemmeno guanti. Per non parlare delle distanze di rispetto. Il metro di sicurezza è stato baldanzosamente oltrepassato. Vuoi mai che un diciottesimo non registri baci, abbracci, ammassamenti per contendersi la festeggiata al momento dei regali? 

E i genitori servivano da mangiare, loro con una timida mascherina calata sul volto. Una festa privata che poteva rimanere segreta ai più se non fosse stata postata su Istagram e diventata, quindi, visibile ad un pubblico molto più vasto della decina di ragazzi invitati sabato sera. E segnalata alle autorità competenti proprio da qualcuno che ha visto quelle immagini ed è rimasto scandalizzato dalla facilità con cui sono state disattese le prescrizioni. In più, gli amici, provenienti da altri nuclei familiari, finita la festa sono rientrati nelle rispettive abitazioni, mettendo a rischio la salute delle proprie famiglie. La promiscuità è, infatti, una delle pratiche vietate per evitare il dilagare dei contagi. Un problema che non ha sfiorato i giovanissimi, ma nemmeno i genitori, che non hanno mostrato timidezze, imbarazzi o paura di sorta e hanno dato il via libera alla festa.

«Sono comportamenti che non bisogna tenere. Posso capire l'insofferenza per regole restrittive che ci hanno comunque consentito di combattere la guerra al Covid. Perchè di guerra si tratta. Ma una cosa così non voglio vederla mai più. Probabilmente quelle famiglie non hanno avuto un parente ucciso dal Coronavirus, altrimenti non si sarebbero comportati in quel modo» bacchetta il sindaco Stefano Marcon. Mentre la comandante dei vigili urbani Pina Moffa: «Non possiamo controllare le feste private perchè non possiamo bussare ad ogni casa per verificare che la gente rispetti i Dpcm ministeriali. Ma valuteremo il caso specifico e adotteremo tutti i provvedimenti che il caso richiederà». Attezione, quindi, perchè la festa per il diciottesimo potrebbe costare molto cara alla neo-maggiorenne ma anche alla piccola schiera di suoi amici che si sono spostati in città senza un valido motivo mettendo a repentaglio la salute pubblica.

Intanto, la polizia locale sabato ha elevato 5 multe nel corso dei controlli al traffico. In auto, con la morosa o la famiglia al seguito, provenienti da fuori Comune. La scusa? «Vado a fare la spesa». Peccato che sabato i supermercati e i negozi in genere erano chiusi. «La scusa non stava in piedi e li abbiamo multati tutti e cinque» conferma la comandante.

In mezzo, tra i furbetti e la Fase 2, ci sono loro i sindaci e le forze dell'ordine che hanno intesificato i controlli. Fabio Chies, sindaco di Conegliano conferma: «Soltanto 2 sanzioni sulla cinquantina di controlli realizzati sabato dalle forze di polizia. C'è più gente in giro, anche perchè i divieti si sono allentanti. Non molleremo con le verifiche, non vogliamo vedere un'altra ondata di contagi». Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Asolo Mauro Migliorini: «Nessun trasgressore dei 28 fermati». E il sindaco di un territorio ampio, come quello di Valdobbiadene, con le colline del prosecco che l'Unesco ha promosso a bene dell'Umanità: «In due mesi abbiamo elevato una quindicina di sanzioni e ieri i carabinieri hanno controllato perfino Pianezze senza riscontrare violazioni di alcun tipo – rimarca il primo cittadino Fregonese – A preoccuparmi un po' è la ripartenza con vaste aree da controllare e gli organici delle forze dell'ordine ridotti all'osso. Avremo bisogno di rinforzi».
 

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