Daniele De Santis, a Lecce è caccia al killer: «Nel cortile biglietti sporchi di sangue»

Giovedì 24 Settembre 2020 di Valeria Blanco
Daniele De Santis, a Lecce è caccia al killer: «Nel cortile biglietti sporchi di sangue»

LECCE Decine e decine di coltellate, ancora non si sa neppure quante. Una mattanza. Non potevano sopravvivere a così tanto accanimento Daniele De Santis ed Eleonora Manta - lui arbitro in serie C di 33 anni, lei funzionaria Inps di 30 - morti ammazzati lunedì sera sul pianerottolo della loro casa di via Montello, al civico 2. Un esame - quello dei due corpi martoriati - iniziato ieri mattina alle 10 nella camera mortuaria dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce e sospeso attorno alle 19. Riprenderà questa mattina, sempre alla presenza del pubblico ministero e degli avvocati delle famiglie, Mario Fazzini e Stefano Miglietta.

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IL RICONOSCIMENTO
Ieri mattina i genitori dei due ragazzi hanno effettuato il riconoscimento dei corpi, operazione estremamente dolorosa ma necessaria. Poi il medico legale Roberto Vaglio si è concentrato sulla ricerca di tracce biologiche che possano in qualche modo ricondurre all'identità del killer. Capelli o pezzi anche minuscoli di pelle che potrebbero essere rimasti sotto le unghie di Eleonora o di Daniele, se si sono scontrati fisicamente con l'assassino. Oppure tracce di sangue, se il killer nell'impeto della mattanza si è ferito. Oggi l'esame proseguirà con l'autopsia vera e propria, per capire quanti e quali colpi di fendente abbiano causato queste due morti all'apparenza inspiegabili. Assurde, perché non sembrano esserci ombre sulle vite di Eleonora e Daniele, che la sera della tragedia erano in quella che sarebbe diventata la casa del loro futuro insieme. Avevano preparato la pizza. Poi lei l'aveva fotografata e l'aveva inviata per whatsapp alla mamma di lui. In un video su Instagram girato minuti prima della tragedia, si vede ancora Eleonora che appende dei quadri alla parete. Insomma, nulla faceva presagire quello che poi è successo attorno alle 21.30. I vicini riferiscono di strani rumori in casa, poi le urla. Qualcuno avrebbe sentito chiaramente Eleonora gridare il nome «Andrea». Il nome dell'omicida? O quello di un vicino a cui si rivolgeva per chiedere aiuto? Nel palazzo, effettivamente, c'è un caro amico di Daniele che si chiama proprio così. Poi la tragedia: lei è stata colpita a morte sull'uscio di casa, lui sulle scale mentre forse stava provando a scappare. Abbandonati lì, in una pozza di sangue.

Le indagini proseguono senza sosta, ma la svolta che ieri sembrava vicina non c'è. Non si intravede ancora. Per buona parte della giornata si sono rincorse le voci di un fermo, di un interrogatorio in Procura, ma lo stesso procuratore ha smentito. I carabinieri del comando provinciale di Lecce stanno concentrando tutte le loro forze per chiudere il cerchio ed arrivare all'identità del killer. Vista la conformazione del condominio - dotato di cancello esterno, il portone della palazzina e poi la porta di casa - appare probabile che siano stati proprio Daniele ed Eleonora ad aprire all'assassino, cosa che avvalora l'ipotesi che lo conoscessero. Forse lo hanno fatto entrare in casa.

LA PREMEDITAZIONE
Dall'accanimento con cui il killer ha infierito sui corpi, si potrebbe supporre un profondo risentimento. E poi ancora: indossava dei guanti e forse un cappuccio tirato sulla testa, cosa che farebbe propendere per la premeditazione. Fin qui le ipotesi. Per suffragarle con i fatti, sono stati sequestrati telefonini e pc dei due ragazzi, passate al setaccio le telecamere, ascoltati i testimoni. Qualcuno avrebbe visto un uomo vestito di nero, con il volto coperto e con i guanti, andare via a piedi. Sulle spalle aveva uno zaino giallo, o comunque di colore chiaro. Sembrerebbe la stessa persona che le immagini di alcune videocamere di sorveglianza poste in una strada adiacente a via Montello hanno ripreso mentre si avvicinava a piedi al civico 2. Il suo volto è scoperto, ma la qualità delle immagini non sarebbe tale da renderlo riconoscibile. Però è già qualcosa. Un punto da cui partire per acquisire nuove immagini.
E poi c'è un altro elemento su cui si stanno concentrando in queste ore gli investigatori: per terra, nel cortile, sarebbero stati trovati dei biglietti sporchi di sangue. Sopra, delle scritte a penna che potrebbero essere state impresse proprio dall'assassino. Forse un messaggio per Daniele ed Eleonora, forse qualche corrispondenza personale persa nella concitazione della fuga. Al momento, sul contenuto di questi biglietti c'è il massimo riserbo, ma potrebbe essere proprio il loro contenuto a guidare gli investigatori verso la cattura dell'omicida.

 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 23:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA