Venezia, morto annegato nel canale: giallo sulla fine di Nicola, cameriere di 31 anni

Giovedì 27 Gennaio 2022 di Lorenzo Mayer
Nicola Lazzaro, 31 anni

LIDO - Martedì nel pomeriggio al Lido l'ultima chiacchierata con gli amici. Era sorridente e affabile, come sempre. Apparentemente sereno. Di certo nulla lasciava presagire quanto hanno avuto sotto gli occhi i vigili del fuoco, ieri mattina poco dopo le 9 quando hanno recuperato il suo corpo ormai privo di vita che affiorava dall'acqua lungo il canale interno sotto il ponte tra via Rovigno e via Cipro al Lido di Venezia.
È morto così Nicola Lazzaro, 31 anni, originario di Mirano, residente a Marghera, ma domiciliato al Lido. Aveva lavorato nell'isola come cameriere al banco del bar Dolce Vita in Gran Viale, il locale aperto dalla scorsa estate all'inizio del viale principale, al posto del centro ex cabine telefoniche Telecom. Per l'isola un risveglio tragico, che ha lasciato tutti sgomenti.

 

DIETRO IL BANCONE

Aveva lavorato nell'ex isola d'oro fino alla fine del 2021 e poi, dopo il periodo di ferie che il locale sta osservando in queste settimane, molto probabilmente avrebbe ripreso il suo posto. Invece non ne ha avuto il tempo. Nicola avrebbe compiuto 32 anni il prossimo 19 marzo: aveva lavorato in diversi locali sia in terraferma che in centro storico a Venezia, tra i quali anche l'Hard Rock Cafè in Bacino Orseolo, dove era arrivato nel 2014, come si evince dal suo profilo Facebook. Tra le sue passioni anche quella per i colori arancioneroverdi del Venezia calcio.

LA CHIAMATA

A dare l'allarme al 115, il numero d'emergenza dei vigili del fuoco, è stata ieri mattina la pattuglia delle volanti della polizia di Stato, che, durante un normale giro di controllo, aveva notato il corpo affiorare dall'acqua. Immediatamente sono arrivati i vigili del fuoco, sia con il nucleo dei sommozzatori, che con il personale in servizio nel distaccamento del Lido. In supporto anche un'autopompa della sede centrale lagunare.
Il corpo è stato recuperato e la polizia di Stato sta seguendo le indagini per cercare di fare chiarezza sulle circostanze del decesso. Sicuramente il decesso risale a qualche ora prima del recupero del corpo. I primi accertamenti e la perizia del medico legale hanno constatato che la morte è sopraggiunta per annegamento. Sul corpo non erano visibili, almeno ad un primo esame, segni di violenza o colluttazione. La certezza però arriverà dall'autopsia che verrà affidata nei prossimi giorni. Intanto gli agenti della polizia di Stato cercheranno di capire come mai Nicola sia finito in acqua.


LE INDAGINI

Al momento non si può escludere alcuna ipotesi, anche se nulla fa pensare a una morte violenta del trentunenne barista. Per fugare ogni dubbio si stanno cercando di raccogliere elementi utili per ricostruire i fatti, forse anche dalle riprese di alcune telecamere di video sorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso qualcosa.
Di certo si tratta di una tragedia inspiegabile. Potrebbe anche essersi trattato di una banale caduta accidentale, in una zona poco frequentata e assai decentrata dell'isola.

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 09:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA