Palermo, Roberta morta a 17 anni. Gli amici del fidanzato: «Pietro geloso in modo ossessivo»

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Lara Sirignano

Era al quarto anno di scuola superiore. Studiava Scienze Umane e aveva la passione per la danza. Era bella Roberta Siragusa, amata dalla sua famiglia. Era piena di amici e di sogni. «Non si può morire così. L'amore non deve fare male», scrive una delle sue amiche su Fb. Roberta voleva fare la ballerina, aveva 17 anni. «Senza limiti» si legge nel suo profilo social. È morta in fondo a un dirupo, il corpo carbonizzato. Bruciata, forse, dopo essere stata uccisa. Una famiglia normale la sua. I genitori dipendenti pubblici, un fratello minore. Gente perbene, dicono i vicini di casa in un paese, Caccamo, in provincia di Palermo, in cui si conoscono tutti. 

Roberta si allenava duramente. Era una sportiva. Come il fidanzato, Pietro Morreale, 19 anni, il maggior sospettato della sua morte. Lui appassionato di kick boxing, faccia da bravo ragazzo. «Ho scelto il male perché il bene era banale», la frase della sua pagina Fb che ora suona sinistra. Solo tre giorni fa scriveva parole d'amore sotto la foto del profilo di Roberta.

Gli amici raccontano, però, che Pietro era ossessivamente geloso, parlano di liti frequenti, accennano a reazioni aggressive.

Sabato sera durante una festa la coppia ha litigato. Una discussione violenta a cui hanno assistito anche gli amici che poi hanno visto i giovani allontanarsi insieme. Roberta non è mai tornata a casa. All'alba, vendendo il letto vuoto, la famiglia chiamato Pietro. Nessuna risposta. I genitori, allarmati, hanno deciso di andare dai carabinieri. Qualche ora dopo, la svolta. Pietro va in caserma col padre e dice di sapere dov'è il corpo della fidanzata. Durante il ritrovamento del cadavere, riverso a terra in fondo a un burrone, tra Pietro e il padre ci sarebbero stati momenti di grande tensione. 

 
 

«La famiglia è scioccata e incredula. I genitori e il fratello di Roberta chiedono giustizia e si affidano agli inquirenti, perché si arrivi alla verità su un gesto così crudele e atroce. È tanta la disperazione, ringraziamo l'Arma che ha pure disposto un servizio di assistenza psicologica», dice il legale della famiglia di Roberta, l'avvocato Giuseppe Canzone.

Pietro frequenta l'istituto Alberghiero. Oltre 3.000 amici su Fb, tanti selfie e sul profilo la foto insieme a Roberta scattata a Natale, a Palermo, con lo sfondo del teatro Massimo. Sotto, centinaia di commenti di chi gli augura la morte per il gesto che si sospetta possa aver compiuto.

«Sono stato a casa della ragazza. Ho incontrato i genitori. Per Caccamo è un giorno tristissimo. Questa notizia ha sconvolto tutti. Conosco entrambe le famiglie. Sono tutte e due dedite al lavoro e i genitori hanno sacrificato tutta la loro vita per far crescere in modo onesto e leale i loro figli», commenta il sindaco Nicasio Di Cola, che proclamerà il lutto cittadino. «So che i due fino a ieri sera erano insieme e si trovavano con altri amici - dice - Non si capisce come si possa essere scatenata questa inspiegabile e assurda tragedia. Ma Roberta non sarà dimenticata». 

Ultimo aggiornamento: 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA