Seconde case, circolare ai prefetti ma resta il mistero: poca chiarezza sui passaggi da zona rossa a gialla

Martedì 19 Gennaio 2021 di Valentina Errante
Seconde case, circolare ai prefetti ma resta il mistero

A quarantotto ore dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm, che stabilisce cosa sia lecito fare e cosa vietato fino al 5 marzo, arriva la circolare applicativa del Viminale, ossia l’indirizzo ai prefetti, perché sul territorio vengano applicate le disposizioni del governo per il contenimento del virus. Ma neppure il ministero dell’Interno scioglie il nodo sugli spostamenti e sulle regole, in vigore fino al 15 febbraio, che riguardano la possibilità di andare da una regione all’altra. Rimane nebulosa la questione delle seconde case, dove è di fatto consentito andare anche passando da una zona rossa a una gialla. Nulla è chiarito, semplicemente manca il divieto, esplicito nel provvedimento nel precedente provvedimento. 

Nella circolare si ribadisce che è vietato uscire dalle regioni (di qualunque colore siano) ma che è sempre possibile raggiungere la propria residenza, abitazione o domicilio, anche in una zona di diverso colore. Scrive il capo di Gabinetto del ministro Luciana Lamorgese, Bruno Frattasi, si «conferma fino al 15 febbraio la previsione delle già vigenti limitazioni di spostamento tra regioni, con la consueta eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, nonché dal rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». Nel documento non si chiarisce (visto che lo spostamento nelle seconde case non è vietato) se nella dicitura “abitazioni” rientrino gli affitti periodici, brevi e o le multiproprietà, che si trovino in altre regioni rispetto a quelle di residenza.  

La poca chiarezza sulla questione è stata sollevata anche dal presidente della Toscana Eugenio Giani (Pd). «Voglio vedere e approfondire le fonti normative» ha detto, annunciando un’ordinanza per una stretta: chi ha la seconda casa nella Regione e viene da fuori potrà andarci solo a patto che abbia il medico di famiglia in Toscana. 

I prefetti, raccomanda Frattasi nella circolare, dovranno garantire «la più scrupolosa osservanza delle prescrizioni vigenti attraverso mirati servizi di controllo del territorio, soprattutto nelle aree urbane - specialmente quelle interessate da fenomeni di affollamento nelle ore serali e notturne - nei luoghi di transito e lungo le principali arterie stradali».

Frattasi ritorna sulla possibilità delle regioni di cambiare colore e sull’istituzione delle zona bianche, già definita dal decreto della presidenza del Consiglio. «L’eventuale favorevole andamento epidemiologico - in presenza di uno scenario di tipo 1 e con un livello di tipo basso e quandpo l’incidenza settimanale dei contagi risulti inferiore, per tre settimane consecutive, a 50 casi ogni 100 mila abitanti - darà luogo, con ordinanza del ministero della Salute, al passaggio del territorio regionale interessato in una cosiddetta “area bianca”, nella quale non si applicheranno le misure restrittive previste dall’attuale normativa anti-Covid per l’area gialla, per quella “arancione” e quella “rossa”, bensì appositi protocolli individuati dal presidente del Consiglio e dai ministeri». 

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La circolare annuncia invece che, a Bergamo, si andrà alle urne entro il 20 maggio per sostituire alla Camera Maurizio Martina, il deputato del Pd che ha lasciato il suo posto a Montecitorio dopo essere stato nominato vice direttore generale della Fao. Nella stessa data, ancora da definire ma sempre entro il 20 maggio, si terranno le elezioni, previste per lo scorso novembre e rinviate a causa dell’emergenza sanitaria, per il rinnovo dei consigli elettorali sciolti in Campania, Puglia e Valle D’Aosta. 

Ma al di là della vicenda seconde case, il Dpcm continua a sollevare proteste e malumori. E dopo i ristoratori, ora protestano i lavoratori di palestre e piscine: imprenditori, personal trainer, istruttori, assistenti bagnanti, personale amministrativo e delle pulizie. In 200, ieri, hanno manifestato a Torino vestiti come fantasmi e il 29 gennaio saranno in piazza Montecitorio gli aderenti alla Federazione sindacale sport Italia. «160 mila imprese sono ferme senza certezze per il futuro e con migliaia di posti di lavoro che si rischiano di perdere definitivamente - dice il presidente Gerardo Ruberto - chiediamo di poter riprendere in sicurezza le nostre attività». 
 

Ultimo aggiornamento: 13:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA